Bergamo-Treviglio, la nostra Tav
che ora sta riprendendo velocità

Se si chiede a Google Maps consiglio per raggiungere Treviglio da Bergamo centro, la risposta è chiara: prendi il treno. Con 35 minuti, ritardi e scioperi permettendo, ce la si fa. Certo, al mattino toccherà stare schiacciati come sardine in una scatoletta, ma è il prezzo da pagare per la “rapidità”. Se invece si opta per la comodità dell’auto, allora tocca partire prima: per coprire appena 21 chilometri ci vogliono almeno quaranta minuti. A strada libera, s’intende. Per andare a Milano centro ci si mette soltanto un quarto d’ora in più, ma coprendo il triplo della distanza.

 

[In verde il tracciato della Bergamo-Treviglio nel progetto del 2012]

 

Bergamo-Treviglio, le origini. Diciassette anni fa Google Maps non esisteva, ma che raggiungere Treviglio da Bergamo fosse uno strazio era cosa già nota. Tant’è che le Camere di Commercio di Brescia, Bergamo e Milano iniziarono a pensare alla creazione di un’alternativa alla congestionata A4 (allora ancora a tre corsie) e diedero così vita, insieme alla Provincia e ad Autostrade Lombarde, alla Ipb Spa, poi divenuta Autostrade Bergamasche Spa, una società con un preciso obiettivo: creare un collegamento veloce tra il capoluogo della provincia e il “capoluogo” della Bassa. Era il 2002, come detto. Discussioni, incontri, tavoli di lavoro. Nuovi soci entrarono col tempo nella società (tra cui Ubi, Banco Bpm, Vita Srl, Azienda Bergamasca Multiservizi), ma si rimaneva sempre lì: tante parole e pochi fatti. Fino al 2012, quando finalmente fu approvato il progetto preliminare: un raccordo autostradale (due corsie per senso di marcia più corsie di emergenza) situato per lo più lungo la sponda sinistra del Brembo e che dovrebbe attraversare vari Comuni, tra cui Fara Gera d’Adda, Pontirolo Nuovo, Ciserano, Verdellino, Levate fino al casello della A4 di Dalmine.

Il “ballo” dei partiti. Un progetto importante, decisamente impattante per il territorio ma necessario secondo molti, soprattutto in un momento in cui la viabilità di lunga percorrenza nella nostra provincia si sta sempre più sviluppando prevalentemente in senso Est-Ovest con l’arrivo della Brebemi e della Teem, tagliando fuori Bergamo città e le valli. Eppure, dal 2012 a oggi, di passi avanti non ne sono stati fatti. L’autostrada Bergamo-Treviglio è rimasta lì, ferma, mentre la politica si divideva. Perché sì, un collegamento veloce tra città e Bassa è necessario, ma non così “imponente”. Si è allora iniziato a discutere di progetti alternativi, soprattutto da quando, nel 2014, in Provincia si è seduto Matteo Rossi, ovvero il Pd, con il supporto di Forza Italia. Rossi non ha mai nascosto di essere contrario al progetto del 2012, ma ha sempre detto di essere disponibile a discutere ipotesi diverse, a studiare delle modifiche.

 

 

La nuova linea di Gafforelli. Così, di discussione in discussione, di piano b in piano c, si è arrivati a oggi. In via Tasso non siede più Rossi, bensì Gianfranco Gafforelli, autodefinitosi «uomo di centrodestra» ma eletto col sostegno del Pd. E lui, da sindaco della pianura, non ha dubbi: la Bergamo-Treviglio si deve fare. Una sterzata netta rispetto al recente passato, che ha preso in contropiede tutti: il centrodestra, da sempre favorevole all’opera, e il centrosinistra, che invece ha sempre cercato di prendere tempo vista la forte opposizione al progetto dell’anima più ambientalista del partito. «Se di un’opera se ne parla da vent’anni, significa che serve», ha detto Gafforelli. Che martedì 19 porterà in Consiglio provinciale proprio un ordine del giorno sull’infrastruttura, per fare in modo che l’iter per la realizzazione della stessa riparta più spedito che mai.

Forza Italia e Pd spiazzati. Questo inatteso decisionismo del nuovo numero uno di via Tasso ha creato una sorte di piccolo tsunami politico. Forza Italia, nelle figure di Alessandro Sorte e Paolo Franco, ha gioito, ma allo stesso tempo ha deciso di indire una manifestazione per domani, sabato 16 marzo, «per dire sì alle infrastrutture, soprattutto alla Bergamo-Treviglio. La manifestazione, che non avrà loghi di partito, si terrà simbolicamente presso il Palazzo della Provincia di Bergamo, e sarà aperta a tutti». Un raduno di cui, francamente, si fatica a capire il senso, visto che adesso anche il Pd ha detto definitivamente di sì. Parola di Davide Casati, sindaco di Scanzorosciate e soprattutto neo segretario provinciale dei dem. Il quale non ha potuto più nascondersi dopo la presa di…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 7 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 21 marzo. In versione digitale, qui.

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