I pendolari adesso si sono rotti
E vogliono fare causa a Trenord

Ci sono momenti che una volta tolti non possono essere in alcun modo restituiti. Sono momenti forse banali, che viviamo tutti, ma che compongono la nostra quotidianità, il nostro essere parte di qualcosa e di qualcuno. Uno di questi è la sera di San Valentino. Una serata che la maggior parte delle persone vorrebbe passare con il proprio compagno, fidanzato, marito. Una serata che invece Maria ha passato sul treno regionale che doveva portarla a Treviglio. Partito da Milano Centrale in direzione Brescia, è rimasto fermo ore e ore al freddo in seguito a un guasto allo scambio di Pioltello.

Dopo l’incidente di Pioltello. Un’odissea che non è rimasta isolata, ma che si inserisce «nell’impennata di disservizi subiti dai pendolari in seguito all’incidente di Pioltello del 25 gennaio, dove tre donne persero la vita tra le lamiere di un treno che deragliò nei pressi della stazione». Di storie come quelle di Maria se ne contano infatti quasi quanti sono i fruitori delle linee che passano da Pioltello per collegare Bergamo, Brescia, Venezia e Cremona a Milano. Un esercito di circa settecentomila persone che dall’alba fino al tramonto fanno la spola tra le province e la grande metropoli, su linee che non sembrano proprio all’altezza della domanda. «Ritardi che da un minimo di venti minuti su ogni corsa hanno raggiunto picchi di ore e ore, sommati a soppressioni a non finire, carrozze affollate e scarsissima – se non assente – comunicazione».

 

 

Fare causa a Trenord. Per chi lavora, studia o semplicemente viaggia sulle tratte interessate, l’incidente ha significato l’inizio di un incubo che sembra non aver ancora trovato fine. In molti ne hanno parlato, sia sui media che sui social network, ma nessuno finora aveva tentato di smuovere il problema e di portare le proprie ragioni in un’aula di tribunale. Per questo motivo il Comitato Pendolari di Romano di Lombardia – che su Facebook conta oltre quattrocento membri – ha deciso di chiedere il supporto dello studio legale dell’avvocato trevigliese Laura Rossoni per promuovere una class action contro Trenord. Ma perché un’azione del genere? E servirà a qualcosa? Si chiederanno i più scettici. La decisione presa dal Comitato dei pendolari, capitanato da Annie Deman, «si basa su un precedente vittorioso». Anche nel 2012 i…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 9 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 22 marzo. In versione digitale, qui.

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