Quelli che credono all’auto elettrica
(Aspettando la “rivoluzione” Tesla)

Il fenomeno Tesla Motors non accenna a rallentare, anzi. L’azienda di Elon Musk, con sede a Palo Alto, è stata stimata da Forbes nel 2015 come la più innovativa al mondo, dominando il settore dell’automobile elettrica ad alte prestazioni orientata verso il mercato di massa. Un’area chiave per i trasporti del futuro, quando non si potrà più contare quanto oggi sul petrolio. Lo scorso sabato 12 marzo il Crowne Plaza Hotel di Verona ha ospitato l’evento Tesla Revolution 2016, momento di incontro e confronto tra i clienti Tesla in Italia, ma anche occasione per fare informazione e formazione sulla mobilità elettrica.

 

 

Non un semplice raduno. Quattroruote ha raccontato l’evento. Pur essendo il primo raduno ufficiale di Tesla in Italia, l’incontro ha visto la presenza di ben pochi possessori di questo genere di auto: nel parcheggio non se ne contavano più di trenta. Ma la sala conferenze era zeppa di persone, circa 250, più del doppio di quelle attese (l’ingresso costava dai 30 euro in su). La maggioranza dei presenti erano curiosi, appassionati, aspiranti acquirenti di un’auto Tesla. Questo significa che l’espansione dell’azienda ha ancora molto potenziale; tanti vogliono conoscere meglio la cosiddetta «rivoluzione» Tesla e magari attendono l’uscita della Model 3 per diventare automobilisti elettrici. All’evento non c’erano venditori: l’iniziativa era infatti indipendente dal costruttore, organizzata da TeslaItalia.it – Tesla Club Italy. A fare proseliti erano gli stessi proprietari delle automobili, stando al racconto di Quattroruote.

 

 

La nuova berlina e i prezzi. La principale causa dello scarso numero di possessori Tesla va rintracciata nei prezzi. Federico Lagni, fondatore del Tesla Club in Italia, ammette candidamente di non averne ancora una: «Non posso ancora permettermela». In generale la questione prezzi è una delle chiavi della possibile evoluzione sul mercato da parte dell’azienda. Il prossimo 31 marzo verrà lanciata la nuova berlina compatta, Model 3. Costerà 35mila dollari, ma negli States gli incentivi per l’elettrico possono arrivare anche a 10mila. In ogni caso le consegne inizieranno nella seconda metà del 2017, in Europa a inizio 2018. Eppure molti ordineranno la Model 3 a scatola chiusa, pagando anticipatamente mille dei 45mila euro del prezzo europeo stimato. Il costo è decisamente più accessibile rispetto a quelli del passato. Elon Musk dovrebbe riuscire ad abbassare ulteriormente le cifre grazie alla Gigafactory, una – ovviamente gigantesca – fabbrica di batterie agli ioni di litio che il CEO sta facendo costruire a Reno, Nevada, con la collaborazione economica di Panasonic. In questo modo si intendono abbattere i costi del 30 percento.

 

 

I modelli del passato. La prima automobile Tesla fu la Roadster: due posti, molto sportiva, raggiungeva i 100 chilometri orari in 3,7 secondi e costava circa 100mila dollari. Nonostante il prezzo, ne furono vendute ben 2500 unità tra il 2008 e il 2012. All’evento di Verona c’era un proprietario di uno di questi modelli e ha raccontato la sua esperienza. Nonostante sia uscita di produzione, l’auto viene spesso aggiornata: adesso è nella versione 2.5, ma presto diventerà 3.0 (pagando 26mila euro). Le Tesla vengono aggiornate come i dispositivi elettronici: il proprietario ha aggiunto il pacchetto Ludicrous che ha aumentato la velocità del mezzo,  garantendo uno sprint da 0 a 100 in 3 secondi secchi, alla cifra di 11mila euro. Altra vettura importante è stata la Model S: all’incontro c’era un tassista che alcuni anni fa ha deciso di investire parecchio su questa automobile. «In tutto ho speso quasi 100mila euro – racconta -. L’impatto iniziale è importante, ma tra il risparmio sul gasolio e quello sulle manutenzioni conto di ripagarmi l’auto in sei o sette anni». Dal 2012 ad oggi sono state vendute oltre 100mila vetture Model S, a riprova della grande crescita di Tesla.

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