Corso Como 10, il negozio di moda
più famoso ed esclusivo al mondo

Non cercate la vetrina perché non c’è. Non cercate l’insegna perché se c’è è coperta dall’edera che s’arrampica su quel portone d’ingresso. Insomma se cercate il più famoso negozio di moda del mondo non aspettatevi di trovare qualcosa che assomigli ad un negozio. Cercate solo l’indirizzo: Corso Como 10, a Milano. È l’indirizzo che sta in cima all’agenda di chiunque si occupi di moda, da New York a Singapore. Quando Michelle Obama lo scorso giugno è arrivata a Milano per Expo, ha dovuto fare i conti con il desiderio primo delle figlie: non il Cenacolo, non il Duomo, non Brera, ma Corso Como 10. La visita ovviamente c’è stata, blindatisissima e fotografatissima.

 

corso como 10 esterno

[L’esterno di Corso Como 10]

 

Non che Corso Como 10 abbia bisogno di ulteriore pubblicità. In questi giorni, tra l’altro, per questo “sancta sanctorum” della moda milanese ricorre un anniversario importante: i 25 anni dell’apertura avvenuta nel settembre del 1990. In realtà, all’inizio, in questo che era un garage di una delle zone milanesi storiche, non aprì un punto vendita di moda, ma una galleria. Così infatti aveva immaginato Carla Sozzani, la fondatrice e proprietaria di Corso Como 10, vera regina e dittatrice della moda milanese in coppia con la sorella Franca, che dirige Vogue. Una Galleria per far capire che moda è cultura, è visione della vita. Nel settembre del 1991, infatti, puntualmente il cantiere si completò con l’apertura dello spazio vendita. Fu un’operazione calcolata nei minimi dettagli, con il logo (che è ormai brand internazionale) disegnato dal designer americano Kris Ruhs, e soprattutto con il concept  messo a punto da un sociologo, Francesco Morace, che sfornò l’idea dello “slow shopping” e del “concept store”. Parole forse vaghe che però contengono una precisa indicazione: chi entra in Corso Como 10 viene come risucchiato da un altro mondo, dove tutto fluisce più lentamente, dove ci si aggira tra vestiti, borse e scarpe come se fossero delle creature con cui dialogare. Nulla di mercantile, in apparenza. Ma un luogo dove è bello starci, senza stress apparente.

 

Melissa + Gareth Pugh at 10 Corso Como (Large)

In realtà lo stress cova eccome, sotto quella immagine di calma. È lo stress del business della moda che in Corso Como gioca sempre le sue scommesse. Carla Sozzani ovviamente non vende quello che vendono gli altri. I suoi capi sono disegnati da stilisti emergenti, o da chi, pur affermato, accetta una sorta di esclusiva con lei. Del resto Corso Como non è più solo indirizzo e un’esclusiva milanese, visto che ha aperto anche a Pechino, Shanghai e Seul. Nel frattempo il marchio ha prodotto altri business a cascata: c’è il Corso Como cafè, aperto proprio nel milanesissimo cortile; c’è il sofisticatissimo albergo (il 3 Rooms); c’è la galleria d’arte che in queste settimane presenta una sezione di rare fotografie del futurismo; c’è la libreria dove si trovano i libri che fanno più tendenza nel mondo dell’arte e della moda.

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Proprio questa diversificazione degli interessi è tra le intuizioni lanciate da Corso Como 10, poi seguita da tanti, vedi Prada e Trussardi. Un’alleanza tra arte contemporanea e moda. Non a caso per questi suoi 25 anni, Corso Como si è regalato una grande scultura, disegnata proprio da Kris Ruhs, messa sulla via, oggi ovviamente diventata un piccolo salotto tutto pedonale.

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