Cosa c’è nel nuovo BergamoPost
che dal 10 febbraio è in edicola

È uscito alle prime ore di venerdì 10 febbraio il ventesimo numero di BergamoPost, il nostro settimanale cartaceo che vi viene a trovare nelle edicole, supermercati e centri commerciali di Bergamo e 17 Comuni dell’hinterland (più precisamente Seriate, Dalmine, Stezzano, Osio Sotto, Treviolo, Torre Boldone, Zanica, Curno, Mozzo, Azzano San Paolo, Gorle, Grassobbio, Osio Sopra, Comun Nuovo, Lallio, Levate e Orio al Serio). Gli argomenti trattati, anche questa settimana, sono veramente tanti e tutti di grande interesse. Facciamo, dunque, un breve viaggio tra le pagine.

Primo piano. L’apertura è dedicata a un tema che sta particolarmente a cuore ai bergamaschi: la morte di Yara Gambirasio. Sin da quella terribile sera del 26 novembre 2010, quando la tredicenne di Brembate Sopra sparì nel nulla, l’intera provincia ha provato una vicinanza incredibile con la famiglia Gambirasio. Qualcosa di difficile da spiegare. Oggi c’è un colpevole, almeno per la Corte d’Assise di Bergamo che lo ha condannato in primo grado all’ergastolo: Massimo Bossetti. I suoi legali, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, hanno però già presentato ricorso in Appello. Noi abbiamo incontrato proprio Salvagni per farci spiegare tutti i lati oscuri di un processo che, a suo parere, è stato «pazzesco». Un’intervista lunga, in cui l’avvocato spiega con chiarezza come si sia convinto con fermezza dell’innocenza di Bossetti. Ed è convinto di poterla provare con un nuovo test sul Dna, perizia che non gli è stata concessa in primo grado ma che, secondo lui, potrebbe assolvere definitivamente l’imputato: «Non c’è movente, non c’è arma del delitto, non c’è nessun contatto tra le due vite. C’è solo quel Dna, pieno di inspiegabili anomalie».

 

 

Altro tema centrale di questo numero è l’approvazione da parte della Giunta comunale di Bergamo del testo dell’attesissimo bando per la vendita dello stadio. Finalmente, dopo continui rinvii e lunghissime attese, l’iter ufficiale per la vendita dell’impianto è partito. Vi raccontiamo per filo e per segno cosa prevede il bando, con anche qualche piccolo retroscena. Per il personaggio della settimana, invece, il direttore Ettore Ongis ha incontrato Baba Fulgenzio, missionario passionista di Castel Rozzone che ha da tempo aperto in Tanzania il Villaggio della Gioia, un luogo che accoglie e fa studiare ben 1.400 tra bambini e ragazzi. Baba compie 80 anni e ci racconta anche dei suoi 137 figli, tutti legalmente adottati. E nonostante gli acciacchi dell’età, è pronto a raddoppiare il Villaggio della Gioia.

Città. Gli argomenti dedicati a Bergamo si aprono subito con due aggiornamenti su temi che abbiamo toccato le settimane passate: la Prefettura e il caos passaporti. Partiamo dalla parima: proprio nella serata del 9 febbraio, il ministero dell’Interno ha inviato al presidente della Provincia Matteo Rossi una lettera in cui conferma che sono in corso verifiche per studiare la fattibilità del trasferimento degli uffici del prefetto da via Tasso al Palazzo della Libertà. Le indiscrezioni de L’Eco di Bergamo, dunque, vengono ufficialmente confermate. Per i passaporti, invece, nessuna buona nuova. Dopo che la scorsa settimana vi avevamo raccontato i disagi dei cittadini che necessitavano dei rilascio del documento e le novità in arrivo, purtroppo a distanza di sette giorni siamo dovuti tornare a parlare con il questore Girolamo Fabiano per sottolineare come, in realtà, la situazione non sia affatto migliorata… Non ci siamo poi dimenticati che il 10 febbraio è anche la Giornata del Ricordo. Abbiamo dunque incontrato due donne, Miett e Lidia, che fuggirono dalla Dalmazia quando erano bambine per venire a vivere a Bergamo. Ricordano l’orrore e la sofferenza di quei giorni. Per la serie “belle storie”, invece, vi raccontiamo come l’Università di Bergamo vede il suo futuro e il caso del giudice del tribunale cittadino che, dopo aver condannato un ragazzo, conforta il padre dello stesso dimostrando l’umanità che la giustizia dovrebbe sempre avere. Continua il nostro viaggio nella scena musicale bergamasca con il racconto delle difficoltà di molte band locali a trovare spazi e palchi (però intanto Spotify s’è accorto di loro), mentre è bellissima l’intervista di Paolo Aresi a “Franchino” Albrizio: è il fattorino della biblioteca Mai che, dopo 41 anni di onorato servizio, andrà in pensione. Conosce tutti i segreti di questo luogo e ci racconta, con incredibile dolcezza, una vita passata a… parlare con i libri.

 

 

Provincia. Tante notizie, come sempre, anche nelle pagine dedicate ai 17 Comuni dell’hinterland di cui ci occupiamo. Si parte con Seriate, dove vi raccontiamo la polemica sulla sicurezza, tra chi vuole più telecamere e chi, invece, ritiene necessari più uomini sul territorio. Sempre a Seriate, inoltre, vi raccontiamo come il Comune sia stato il primo in Italia (era il 2003) a voler ricordare i martiri delle Foibe. A Dalmine vi raccontiamo invece il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti approvato dalla Giunta: chi ne produce di meno, pagherà di meno. Abbiamo poi incontrato la giovane Melissa Arnoldi, 18 anni e recentemente stata a Sanremo nelle vesti di modella. Bellissima, ci racconta i suoi sogni per il futuro. Novità a Stezzano: finalmente pare ci sia un futuro per l’area abbandonata degli ex magazzini Matto Matteo. A Osio Sotto abbiamo incontrato invece l’esperta di stile Carla Gozzi, volto noto della tv grazie a Real Time: ci ha raccontato la sua visione di Bergamo, «sobria e borghese». A Treviolo c’è polemica sul bilancio, a Torre Boldone i genitori promuovono la scuola, a Zanica arrivano querce e carpini al posto della discarica a Padergnone, a Curno abbia intervistato John, uno dei tanti mendicanti a cui spesso non diamo attenzione e che invece nasconde una storia difficile. Buone nuove per Azzano San Paolo, dove sono pronti ben 8,5 milioni per le opere pubbliche (vi diciamo quali), mentre a Mozzo parliamo ancora degli scontri tra cittadinanza e la ditta Kerry. A Lallio, invece, una lunga e bella intervista a Piero Santini, il fondatore dello storico maglificio che veste i campioni del ciclismo. Un’impresa nata in un garage e ora diventata famosa in tutto il mondo. Un’eccellenza che merita di essere raccontata.

Sport. Le pagine di Atalanta si aprono con l’abituale quadro in vista del weekend. La trasferta con il Palermo, poi la sfida con il Crotone: due match alla portata dei nerazzurri che ci diranno molto sui sogni europei di giocatori e tifosi. Per fortuna, però, c’è il Papu Gomez, il nostro Del Piero. Spazio poi per una bella intervista a Remo Freuler, lo “svizzerino” come lo chiamano qua a Bergamo. È una delle sorprese di questa stagione e ci racconta la sua vita tra città e Zingonia. Dedichiamo poi un breve articolo alla svolta epocale della Gazzetta dello Sport, che dopo anni in cui si è sempre mostrata molto dura con l’Atalanta e i suoi tifosi, ha annunciato che dedicherà molto più spazio alla Dea. Vedremo… In casa Foppa, invece, si parla ancora di mercato: dopo il ko di Kasia Skowronska, ecco tutti i nomi che stanno circolando per sostituirla. Alessia Gennari, invece, ci racconta la vittoria su Modena e i prossimi match. Mentre la Caloni Agnelli sogna la promozione (nulla è impossibile), nel basket la BB14 vola in prima posizione della Serie B agganciando Orzinuovi. Infine una bellissima pagina dedicata a Sofia Goggia, sciatrice bergamasca impegnata nei Mondiali si St Moritz: abbiamo incontrato suo papà, Ezio, che ha aperto l’album di famiglia, tra foto e ricordi.

 

 

Tempo libero, musica e cucina. Le pagine dedicate alla cultura e agli eventi si aprono con la presentazione di Ivan, spettacolo che martedì e mercoledì sarà sul palco del Teatro Sociale. Una prima nazionale a firma di Fausto Russo Alesi. Alez di #hashtag, invece, ci racconta (a suo modo) il concerto di Niccolò Fabi, «commovente», e ci presenta il live dei Punkreas al Druso. Abbiamo invece incontrato Giobbe Covatta per farci raccontare, tra una battuta brillante e genialità, lo spettacolo Matti da slegare, con Enzo Iacchetti e in scena sabato 11 febbraio al Creberg. La regia è di un altro peso massimo della risata: Gioele Dix. Per la buona tavola, infine, vi portiamo nella cucina di Mario Cornali, chef del ristorante Collina di Almenno San Bartolomeo. Un caso raro di cucina totale, da provare. Per il prodotto, invece, vi presentiamo l’agone, un pesce di lago che sembra una sardina ma non lo è e che rappresenta l’accompagnamento più classico alla polenta nelle trattorie sulle rive del Sebino.

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