Che fine ha fatto Fabio Gallo

«Coppa Italia 1995/1996, ottavo di finale in partita secca contro la Juventus. Si gioca al Comunale, l’avversario è di quelli tosti e la gara si trascina ai supplementari. Entro in campo al posto di Morfeo quasi al novantesimo, nei supplementari entra anche Federico Pisani che al 118’ cambia campo da sinistra a destra con un gran lancio e io mi trovo vicino al vertice alto dell’area di rigore. Controllo volante, palla che mi rimbalza davanti e in un attimo parte un destro che si infila sotto l’incrocio dei pali dalla parte opposta. Finisce 1-0, l’Atalanta passa il turno e Bergamo esplode di gioia: una sensazione fantastica».

Per chi non fosse ancora riuscito ad inquadrare la situazione, a parlare è Fabio Gallo che racconta il gol probabilmente più bello ed emozionante segnato dall’Atalanta alla Juventus degli ultimi 20 anni. Era il 25 ottobre 1995, il centrocampista nato a Bollate e cresciuto nel settore giovanile dell’Inter aveva riposato dal primo minuto ma alla fine, tutta la ribalta, fu sua.

 

fabio gallo figurina

 

Un gol pazzesco dal piede di un architetto. «Mi è venuto istintivo quel gesto, credo che non ci sia un spiegazione logica. In quel momento ho avuto la sensazione giusta e ho scaricato in porta un gran destro. La Juventus è una squadra forte, lo è sempre stata e lo è tuttora. La storia parla chiaro, per vincere servono tante componenti fisiche e mentali, ma la fortuna non guasta mai: tu devi essere al massimo, loro no. Se non ricordo male, con la maglia dell’Atalanta in carriera mi è capitato solo di strappare altri due risultati positivi, credo due pareggi: per il resto ho sempre perso e questo la dice lunga anche sulle difficoltà che ci sono quando giochi contro certi squadroni».

 

 

Fabio Gallo arrivò a Bergamo dal Brescia proprio nell’estate del 1995. Il pubblico bergamasco iniziò ad apprezzarlo presto vicino a Sgrò. Grazie al lavoro di Emiliano Mondonico, il centrocampista milanese regalò grandi prestazioni e per sei stagioni (fino al 2001) tenne le chiavi del centrocampo orobico nelle sue mani. Il trasferimento alla Ternana e quello successivo al Como segnarono un po’ la sua carriera: prima la salita in serie A con i comaschi e successivamente la storica impresa che regalò il sogno della massima serie anche al Treviso rappresentano grandi gioie per chi, come lui, partito dall’Inter si è ritagliato spazi importanti in provincia.

La carriera calcistica di Gallo si è conclusa nel 2009 con la maglia del Novara. In totale sono ben cinque le promozioni dalla serie B alla serie A conquistate per un giocatore molto dotato dal punto di vista tecnico e tattico che ha spesso dimostrato anche il suo piglio da allenatore in campo. Nella stessa stagione (2008/2009) Gallo ottiene il patentino di seconda categoria e questo gli permette di inizare subito a lavorare con il settore giovanile dell’Atalanta:  nel 2009/2010 è mister degli Allievi Nazionali.

Che fine ha fatto Fabio Gallo? La carriera di Gallo in panchina continua tuttora. Nel 2011 l’ex centrocampista dell’Atalanta ha allenato la Primavera della Dea e ottenuto il patentino di Prima Categoria Uefa Pro Licence. Dopo l’esperienza con i giovani arriva la prima chiamata dalla Giacomense in Lega Pro Seconda Divisione. «L’esperienza con quella che è la Spal di oggi, la Giacomense, è stata la peggiore della mia breve carriera in panchina finora. Sono stato esonerato ad inizio dicembre 2012, dopo una sconfitta senza quattro squalificati e tre infortunati e senza mai essere stati nella zona play-out. La società ha deciso di sollevarmi dall’incarico, peccato davvero».

Altra brutta parentesi, ma di natura idelogica, col Brescia: Gallo venne scelto da GianPaolo come vice allenatore ma gli ultras locali si opposero all’operazione per via di alcune dichiarazioni del passato. Così va in un certo mondo. La nuova vita in panchina di Gallo è tuttavia ripartita nella scorsa estate con lo Spezia. «Sono felice, la società ligure mi ha chiamato nella scorsa estate per portare avanti un progetto tecnico con i ragazzi e tutto procede al meglio. In campionato siamo terzi davanti alla Juventus e proprio contro i bianconeri ho vissuto una delle soddisfazioni più grandi perché abbiamo vinto 1-0 meritando ampiamente. Sono reduce dal Viareggio e presto riparte il campionato. Tutto sta procedendo per il meglio».

C’è una curiosità particolare che riguarda Gallo. Fin dai tempi in cui giocava, l’educazione e il rispetto per la religione ha spinto l’ex metronomo nerazzurro a combattere contro avversari, compagni e ora giocatori che allena per cercare di eliminare le bestemmie mentre si gioca. «È una cosa che non ho mai sopportato nè accettato – conclude Gallo –. Non c’è bisogno di imprecare contro Dio, spesso ai compagni davo un buffetto. Dicevo loro sempre: preoccupati di fare meglio il gesto tecnico o la diagonale e non prendertela con il buon Dio. Sono un cristiano credente seppur non praticante, oggi però è dura perché con i ragazzi diventa complicatissimo. Ma io ci provo sempre: se sento una bestemmia, mi arrabbio e ricordo sempre che la colpa non è di Dio».