Aeroporto, gli anni della crescita
(battendo crisi e concorrenza)

Da quel lontano 21 marzo 1972, giorno in cui venne effettuato il primo volo civile dalla pista di Orio al Serio, lo scalo bergamasco è andato incontro a cambiamenti decisivi e, per così dire, salutari: si pensi, ad esempio, all’accordo sottoscritto con la compagnia irlandese Ryanair. Anche grazie all’arrivo del mondo del low cost, nel primo decennio del 2000 “Il Caravaggio” si è segnalato all’interno del panorama aeroportuale europeo grazie alla sua efficienza e alla qualità dei servizi offerti e ha registrato una crescita costante del movimento passeggeri.

Per essere più precisi, dal 2002 al 2013 il traffico aereo è cresciuto del +58 percento e proprio nel 2013 è diventato il quarto scalo italiano per numero di passeggeri. Nel 2007, inoltre, la società di gestione Sacbo si è occupata di sottoscrivere una convenzione con la Provincia di Bergamo e con la Regione al fine di operare degli interventi di mitigazione ambientale sugli edifici ubicati entro l’area individuata dalle curve isofoniche – per intenderci: gli edifici da cui si sente il rumore degli aeromobili in fase di decollo e atterraggio. È bene ricordare che si è trattato del primo caso in Italia.

 

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Tuttavia, nel 2008 l’aeroporto ha dovuto fare fronte a serie difficoltà, riconducibili principalmente a due motivi. Il primo è costituito, naturalmente, dalla crisi economica. La necessità di operare tagli all’interno del bilancio (anche) familiare ha avuto conseguenze molto negative nel settore del trasporto aereo, poiché la voce “vacanze” è stata una delle più sacrificate, come sappiamo.

Il secondo motivo, meno ovvio, è stato il de-hubbing da parte di Alitalia sull’aeroporto di Milano-Malpensa (per hub si intende lo scalo principale in cui si concentrano la maggior parte dei voli di corto, medio e lungo raggio operati da una determinata compagnia area). A partire dal marzo 2008, Malpensa ha smesso di gestire i transiti di Alitalia, che ha preferito trasferirsi a Roma Fiumicino. Una buona parte dei voli che passavano per l’aeroporto hanno dovuto essere cancellati e Malpensa ha perciò incominciato a rivolgersi alle compagnie low cost. È riuscita da ottenere un accordo con EasyJet, che peraltro ha anche aperto una base nello scalo milanese. Con la concorrenza operata da Malpensa, per Orio è cominciata una fase piuttosto dura, poiché è diventato più complicato riuscire a trovare un’ampia gamma di nuovi vettori. Nonostante questo, dal 2008 a oggi ci sono stati arrivi nuovi e anche qualche addio, a causa della chiusura di alcune compagnie aeree.

 

Atleti paralimpici Pechino 08

[Atleti paralimipici delle Olimpiadi di Pechino 2008]

Tra le compagnie che hanno chiuso, si ricordano Volareweb, Myair, Skyeurope, Albatros Airways, la compagnia low cost albanese Belle Air e l’italiana Wind Jet, che ha chiuso nel 2012. Si sono aggiunte invece Air Arabia Maroc, per i voli su Casablanca, Pegasus per Istanbul, Bmibaby, con destinazione Birmingham e Jet2.com, che collegava con la città inglese di Leeds. Dopo la chiusura di Belle Air per Tirana, è arrivata Bluexpress, che esegue voli per Roma Fiumicino, dopo la chiusura di Ryanair su Roma Ciampino. L’anno prossimo si aggiungerà anche Mosca.

Il contesto in cui l’aeroporto è cresciuto è stato (e continua ad essere) fortemente competitivo. È notevole che negli anni della crisi l’aeroporto si sia espanso anche dal punto di vista delle infrastrutture: ciò significa che pur all’interno di un quadro generale di criticità economica la dirigenza ha scelto di mettere a segno una serie di investimenti mirati. I cambiamenti sono stati moltissimi e hanno riguardato anche i collegamenti di superficie.

Quando Ryanair ha iniziato a volare a Bergamo sono state messe delle navette ad hoc per collegare l’aeroporto del “Caravaggio” con Milano. Dal 2002 ad oggi, i pullman da e per il capoluogo lombardo circolano con una periodicità di dieci minuti e sono gestiti da tre diverse società di autotrasporti. Si sono aggiunti, inoltre, i collegamenti con Brescia e persino con Torino. Il collegamento è diretto anche con il capoluogo piemontese ed avviene due o tre volte al giorno. La rete urbana ATB, infine, garantisce la circolazione di autobus dalla città di Bergamo all’aeroporto, e viceversa, con una regolarità di 15 minuti.

Nonostante la crisi economica e nonostante la concorrenza, l’aeroporto di Orio si è saputo difendere egregiamente. La crescita costante di cui si parlava non si è arrestata nemmeno nel 2013, quando i primi mesi segnavano una perdita. Per la prima volta nella storia dell’aeroporto, il 2014 si concluderà in negativo, ma solo perché lo scalo ha dovuto restare chiuso per tre settimane per il rifacimento della pista. Anche in questo caso, peraltro, ha saputo recuperare velocemente e oltre le aspettative quanto ha “perso” a causa della temporanea interruzione dei voli.