Delitto e castigo, due mattatori
nell’opera più nota di Dostoevskij

«Sono partito da un mio antico amore – ha raccontato recentemente Sergio Rubini –, “Delitto e Castigo” è un libro che ho sempre amato molto, l’ho letto, riletto, e la voglia di metterlo in scena è un rovello che mi porto appresso da tanto tempo». Si sa che i vecchi amori non finiscono, così Rubini ha “impalmato” l’opera più letta e famosa di Dostoevskij traendone uno spettacolo che ha debuttato lo scorso febbraio a Mestre e in pochi mesi ha toccato diverse città italiane, registrando sempre consenso di critica e pubblico. Da giovedì 7 a domenica 10 febbraio (ore 20.30. 15.30 la domenica) sarà al Creberg Teatro per la stagione di prosa.

 

 

Rubini, anche in scena, con Luigi Lo Cascio, condurrà in un viaggio attraverso le pagine di un capolavoro della letteratura russa, pubblicate nel 1866, e ambientate a San Pietroburgo. Tra le opere più conosciute di Dostoevskij, racconta il tormento di Rodion Romanovic Raskol’nikov, un giovane povero e strozzato dai debiti, che uccide una vecchia e meschina usuraia. Rodiòn è sicuro che quella morte, a cui si aggiunge quell’imprevista della sorella della vecchia, involontaria testimone, non solo non sia moralmente condannabile, ma necessaria, inevitabile, la naturale affermazione della sua più intima libertà, un’azione che, per quanto in apparenza malvagia, sarà utile per la collettività. Eliminare Alena Ivànovna equivale a togliere di mezzo un essere spregevole e Rodiòn, come i grandi uomini, è eticamente autorizzato a vivere sopra la legge, certo che la storia alla fine lo assolverà. Ma la teoria è ben altra cosa rispetto alla cruda, amara, devastante realtà.

L’incontro. Venerdì 8 febbraio (ore 18) è previsto nel Foyer del Creberg Teatro un incontro con la compagnia intorno allo spettacolo. Coordina Maria Grazia Panigada.

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