Il film da vedere nel weekend
Spider-Man: Far from Home

Regia: Jon Watts.
Con: Tom Holland, Samuel L. Jackson, Zendaya, Cobie Smulders, Jon Favreau.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Che Spider-Man sia, fra i supereroi Marvel, uno dei più amati è cosa nota. Figlio prediletto di Stan Lee e protagonista di numerosi adattamenti animati, è stato il primo eroe ad accendere l’interesse per i cinecomics con la trilogia diretta da Sam Raimi. Poco importa se la sua successiva incarnazione (i due film targati The Amazing Spider-Man) ha lasciato tutti scontenti – soprattutto i fan -. L’attesa spasmodica per Spider-Man: Homecoming è stata ampiamente ripagata e l’uscita, in questi giorni in sala, del publicizzatissimo Spider-Man: Far from Home, sembra destinata a riaccendere i cuori di tutti gli appassionati del genere. Sì, perché se il pieno di emozioni fatto con Avengers: Endgame non fosse bastato, ecco che il regista Jon Watts (già autore di Homecoming) promette di fare faville con questa nuova avventura dell’Uomo Ragno. Le conseguenze della guerra contro Thanos sono ancora visibili e Peter è rimasto piuttosto traumatizzato dal conflitto. Tornato a scuola e riabituatosi soltanto a fatica a questa nuova normalità, il Nostro vedrà i suoi piani di vacanza (e d’amore) rovinati da una richiesta di Nick Fury, bisognoso del suo aiuto per sconfiggere una nuova minaccia, i misteriosi Elementali. A dargli man forte ci sarà però il protettore della Terra di una dimensione parallela, Quentin Beck.

 

 

Come l’Uomo Ragno riesca sempre a essere un personaggio ancora attuale è una cosa che potrebbe stupire non poche persone. Del resto, si tratta di un personaggio nato in un contesto storico ben definito, che incarna valori che oggi non sembrano del tutto attuali. Eppure, sarà per l’aria da eterno bravo ragazzo o per una costruzione mitologica che lo ha nel tempo reso più complesso, l’alter ego di Peter Parker si conferma uno degli eroi più amati e cinematograficamente appetibili di tutto il roster Marvel. Far from Home lo dimostra in modo chiaro, privilegiando la componente spettacolare e l’immedesimazione con il protagonista. La struttura narrativa è solida e chiara nel definire sin da subito obiettivi dei protagonisti e polarità drammaturgiche: nulla è lasciato al caso e il regista opta per una struttura semplice ma eternamente efficace. I personaggi (a partire da Peter e poi giù a cascata fino ai comprimari e agli antagonisti) sono definiti in modo iconico e appaiono tutti dotati di un forte carisma, il che li rende interessanti e mai banali. Privilegiando un’unica linea di scrittura forte, Watts abbandona almeno per una volta la complessità labirintica a cui ci ha abituato l’universo Marvel e realizza un film più vecchio stile, autoconclusivo e non necessariamente legato a una proliferazione incontrollata di sequel e spinoff.

Non si riesce bene a discernere il progetto di lungo corso di casa Marvel, almeno da quello che si vede in Homecoming. Ciò che è certo è la sempre maggiore insistenza sulle componenti coreografiche e spettacolari/pirotecniche della messa in scena, che qui – complici anche gli antagonisti del caso – sembrano raggiungere un punto di massimo mai toccato in precedenza. Forse la formula andrebbe un po’ aggiornata, ma è probabile che siamo ancora lontani dal punto di saturazione del mercato. Vale dunque la pena approfittarne e godere di un film che senza dubbio farà contenti i fan di vecchio e nuovo corso.

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