La squadra più scarsa d’Europa
che stasera va in scena a Wembley

È strano il pallone europeo. Talvolta sa associare con magia e senza livore lo strapotere calcistico dei signori del football alla spavalda arditezza di una piccola repubblica appenninica, che da quando orbita nel mondo del calcio è riuscita a collezionare una sola vittoria ufficiale e 20 reti in 24 anni. Non ci sarebbe storia tra le due squadre e non ce ne sarà, eppure quando San Marino si trova a giocare contro l’Inghilterra la gara ha sempre un significato in più, e non soltanto per le cifre: stasera le qualificazioni agli Europei del 2016 porteranno le due nazionali a Wembley, stadio sacro che può contenere quasi il triplo degli abitanti della piccola nazione. Ma a dare sapore alla gara è un precedente di più di 20 anni fa, epico e al tempo stesso bizzarro: nel ’93 il sammarinese Davide Gualtieri bruciò la difesa britannica e dopo 8,3 secondi siglò la storica rete dell’1-0, ancora oggi ritenuto il gol più veloce di sempre nella sfida tra due nazionali.

Poco importa se quella gara finì poi 7-1 per gli inglesi. La figuraccia per i sudditi di Sua Maestà valse gli incensi della storia a Gualtieri, per il quale in Scozia produssero addirittura una t-shirt che motteggiava i rivali a sud del Vallo di Adriano celebrando gli “8 seconds” del calciatore sammarinese. Che non è mai stato professionista del calcio, e da quando ha smesso col pallone ha aperto un negozio di elettronica nella repubblica: gli è pure capitato, una volta, che un tifoso inglese entrasse per farsi una foto con lui.

Il video con il gol di Gualtieri all’Inghilterra.

 

 

21 anni dopo quegli 8 secondi, San Marino continua a girare l’Europa rimediando sonore sconfitte, ma giocando un calcio tutto suo, dove segnare un gol vale quanto una vittoria e l’ultimo successo rimediato (nel 2004 contro il Liechtenstein) è ricordato quanto un Mondiale vinto. Così in Inghilterra quando si parla di San Marino c’è sempre un’enfasi particolare. Oggi, ad esempio, si racconta di Aldo Simoncini, il portiere dei romagnoli: ha 28 anni e in 39 apparizioni ha recuperato 171 palle dal fondo della rete. Ma ha una storia che è un piccolo romanzo: a 18 anni giocava nelle giovanili del Modena, Serie B, ma fece un grave incidente stradale e rimase per quattro mesi in ospedale. Era un dramma vero, rischiò addirittura la vita: sul calcio, di sicuro, doveva metterci una croce sopra. Col tempo, però, riuscì a recuperare, e nel 2008 fu anche convocato dalla nazionale: quella sera incassò 13 reti contro la Germania, ma non importava. Essere in campo fu comunque un successo.

Simoncini adesso è ragioniere, e per la trasferta a Londra ha dovuto chiedere qualche giorno di ferie. Come lui hanno fatto quasi tutti gli altri: solo il difensore Mirko Palazzi è calciatore professionista, e gioca al Rimini, in Serie D. Gli altri sono impegnati abitualmente in professioni “normali”: Michele Cervellini fa l’avvocato, Lorenzo Buscarini è studente, Danilo Rinaldi lavora in un negozio di mobili. Il giorno è sempre libero, gli allenamenti sono solo alla sera: per questo i fratelli Matteo e Fabio Vitaioli (difensore e centrocampista) hanno dovuto vendere il loro bar e cambiare professione. Quanto ai guadagni, chi gioca in squadre del campionato sammarinese non riceve più di 300 euro al mese: a conti fatti, è quello che guadagna Wayne Rooney in circa 8 minuti al Manchester United.

E poi c’è Andy Selva, il bomber. 38 anni, la sua carriera lo ha portato molto in alto per un giocatore della sua nazione, spingendolo fino a fare gol nella Serie B italiana. Ora gioca a La Fiorita, club sammarinese, allena una squadra giovanile ma è sempre il capitano della Nazionale. Ha segnato più di tutti con la maglia della Repubblica: 8 reti in più di 20 anni da attaccante. Un bottino che all’apparenza pare misero, ma che per lui è un tesoro: il rigore che siglò al Liechtenstein nel 2004 valse la storica vittoria dei suoi, e lo ricorda come fosse una rete da finale. Anche lui stasera sarà in campo con gli altri sammarinesi. Correranno dietro proprio a quei campioni strapagati, andranno a contrasto con loro e si batteranno con forza e dignità. Sperando che alla fine le palle in fondo alla rete non siano troppe.