Occhio, sculacciare i figli è reato
Appelliamoci a Save the children

La sculacciata sta per essere bandita dal pianeta. La notizia di ieri è che un altro Paese si è aggiunto alla lista di quelli che proibiscono ai genitori di dare una sberla ai loro figli: in Scozia lo schiaffo (lo «smacking») di un papà al suo bambino sarà punibile penalmente. La misura in realtà non è ancora legge, ma lo diventerà presto. La proposta, promossa dal deputato dei Verdi John Finnie, verrà infatti messa ai voti nel Parlamento scozzese, ma gode già dell’appoggio di una larghissima maggioranza tra i deputati, con il sostegno del partito nazionalista scozzese, dei laburisti e dei Lib-Dem, esclusi solo i conservatori. L’opinione pubblica è per la maggioranza contraria al provvedimento perché così si rischiano di criminalizzare i genitori, facendo di ogni erba un fascio, senza capire che nei processi educativi esistono anche «i castighi ragionevoli». Comunque in Scozia lo Stato non è nuovo a queste intrusioni, in quanto già ha vietato qualsiasi uso di metodi forti per i figli sopra i 16 anni. Secondo la legge scozzese fino a oggi una persona accusata di aver aggredito un bambino poteva rivendicare di averlo fatto come forma di «disciplina» nei confronti del minore fino ai 16 anni.

 

 

La Scozia comunque non è sola, anche se il provvedimento annunciato sembra il più severo rispetto a quelli introdotti dagli altri Paesi. Nel mondo sono 52, infatti, le nazioni che hanno legato le mani ai genitori. Il più recente era stato la Francia che nel gennaio 2015 aveva approvato il divieto di sculacciata, nei confronti delle piccole pesti, da parte di maestri e genitori. Per quanto riguarda l’Italia pur non esistendo un’apposita norma, una sentenza della Corte Costituzionale del 1996 si è espressa contro l’uso di percosse (sculacciata compresa) nei confronti dei bambini. In realtà per un quarto dei genitori italiani, secondo una ricerca di Save the Children, la sculacciata è ancora considerata come un valido gesto educativo. E persino il Papa aveva sdoganato la sculacciata creando non poche polemiche. Il primo Paese ad abolire la punizione fisica da parte dei genitori era stata la Svezia già nel 1979: si può dire dunque che gli svedesi sotto i 50 anni sono cresciuti in un mondo senza schiaffi. «Per loro la sculacciata non è solo un gesto proibito dalla legge, ma è un’aberrazione vera e propria, e le mamma e i papà che osano ricorrere a certi mezzi sono visti molto male», come ha testimoniato Daniele, un italiano che vive a Stoccolma nel suo blog.

 

 

Come ha scritto lo psicoterapeuta Alberto Pellai, «il rischio è che lo stato si arroghi il diritto di determinarne metodi e stili educativi e possa perciò decidere il destino dei figli in base a fatti di portata minimale che non tengono conto della quotidianità che mamme e papà vivono, a fianco dei loro bambini». E ci sono casi che confermano questo rischio. Il più clamoroso è quello accaduto in Norvegia ai coniugi Marius e Ruth Bodnariu (il papà è rumeno) che si videro togliere i 5 figli, perché sorpresi a distribuire qualche scappellotto. A Oslo un semplice schiaffo può diventare un pretesto valido per togliere un figlio a un genitore da parte dei servizi sociali. Siamo sicuri di essere sula strada giusta?

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