Ci fanno pagare di più l’Rc auto
(e l’han ribattezzata “tariffa equa”)

L’hanno ribattezzata “tariffa equa”. Ma dipende molto dai punti di vista. Nella manovra del governo è inclusa una riforma della Rc auto che punta a riavvicinare le tariffe nelle varie zone del Paese. Com’è noto l’Rca viene stabilita in rapporto al Codice di avviamento postale di residenza del proprietario. E le oscillazioni non sono davvero da poco. Per stare alle maggiori città italiane, il Cap ritenuto più pericoloso è l’80139 di Napoli, nel cuore della città, zona che comprende il quartiere di Forcella. All’opposto c’è Milano con il Cap 20154 che è quella molto trendy dei nuovi grattacieli di Porta Volta. In parole povere, stando alle tariffe Rca attuali, un abitante di Forcella ha tre volte maggiori probabilità di essere coinvolto in un incidente o furto rispetto a chi abita all’ombra dello skyline ambrosiano.

 

 

Ora la manovra contiene misure di avvicinamento delle tariffe. Com’è facile intuire non sarà una misura facile da far passare, perché divide nettamente gli interessi dei bacini elettorali delle due forze di governo: i Cinque Stelle che vogliono far risparmiare gli automobilisti del Sud e la Lega che non intende “punire” quelli del Nord. Infatti secondo le prime proiezioni la Rca equa si profila come un piccolo terremoto che finisce per penalizzare le province più virtuose per quanto riguarda i comportamenti con l’automobile: l’aumento record toccherebbe a Bolzano con un + 40,2 per cento di Rca all’anno. Dall’altra parte della classifica c’è come facile prevedere Napoli che si vedrà premiata in alcuni Cap con diminuzioni sino al 65,6 per cento. Quanto a Bergamo l’aumento previsto a causa di questo ribilanciamento è del 16 per cento. Un po’ meno rispetto a Brescia (17 per cento) e parecchio meno di Sondrio (24 per cento): sono queste le tre città lombarde più penalizzate dall’eventuale misura del governo.

 

 

Secondo l’osservatorio di Facile.it nel mese di settembre 2018 il premio medio RC auto calcolato in provincia di Bergamo è stato di 438,98 euro. La variazione rispetto a sei mesi fa (439,24 euro) è dello 0,06 per cento. Rispetto allo stesso mese di un anno fa (427,09 euro) la tariffa media fa segnare un +2,78 per cento: si tratta di dati ottenutI comparando quasi diecimila preventivi. Rispetto alla media nazionale, che è di 575 euro (sempre settembre 2018), Bergamo si posiziona dunque nettamente più in basso. Ma con differenze notevoli all’interno del suo territorio: il record è per Gorle, dove la tariffa supera la media nazionale toccando 618 euro. A Bergamo città la quota è di 461 euro. I più fortunati e virtuosi sono gli abitanti di Chignolo d’Isola, che pagano 275 euro (QUI le tabelle complete dei comuni bergamaschi).

Naturalmente sarà difficile far digerire a buona parte degli automobilisti una misura come questa. Per cui si stanno pensando anche misure alternative come quella di attenuare le differenze tariffarie territoriali attraverso gli sconti a chi applica la scatola nera. Questo sconti sarebbero naturalmente più ampi nelle zone a maggiore rischiosità, perché mentre ci sarebbero sconti minori laddove è più alta la virtuosità media. Sarebbe questo un modo di introdurre equità, ma inducendo anche a comportamenti più attenti e prudenti gli automobilisti. Attualmente son sei milioni le scatole nere presenti sulle auto degli italiani, su un totale di oltre 44 milioni di mezzi. C’è strada da fare…

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