Cinque notizie che non lo erano
Una c’entra con Maria De Filippi

 

1) Rinchiudono due rom in gabbia:
chiesto risarcimento milionario per tre addetti della LIDL

Ha fatto molto discutere il video diffuso in maniera virale in cui alcuni addetti della catena di supermercati LIDL si facevano beffa di due rom, rinchiuse in una gabbia perché sorprese a rubare alcuni prodotti guasti. I ragazzi sono stati identificati e dovranno rispondere per diversi capi d’accusa ma sembra che anche le due rom abbiano deciso di costituirsi parte civile, chiedendo un risarcimento milionario. Le accuse per i due dipendenti sono vere, ma non c’è stata nessuna richiesta di risarcimento da parte delle donne, la notizia infatti è stata diffusa da uno degli ormai noti siti di bufale.

 

2) Maria De Filippi ospiterà il ragazzo
respinto dalla madre a C’è posta per te

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Pubblicato da Tutto sul Gossip su Venerdì 3 marzo 2017

Durante una delle puntate del programma condotto da Maria de Filippi C’è posta per te si è consumato il dramma di un giovane ragazzo, respinto dalla stessa madre che alcuni anni prima lo aveva abbandonato insieme alla sorella minore. L’episodio ha scatenato l’ira dei social, in molti infatti si sono scagliati contro la madre, apparsa a molti totalmente insensibile, seppur di fronte a un figlio in lacrime che chiedeva solo di essere accettato. Secondo quanto diffuso sul web, la storia del ragazzo avrebbe talmente colpito la conduttrice di Mediaset da convincerla a prendersi cura lei stessa del ragazzo, ancora molto giovane e con una sorella minore a carico. I fan di Maria de Filippi hanno accolto la notizia con una pioggia di complimenti sui social ma la storia è stata completamente inventata per attirare facili click e condivisioni.

 

3) Blue Whale: il gioco della morte
che incita i giovani al suicidio

Alcuni giornali online hanno lanciato in questi giorni l’allarme per un nuovo gioco della morte che starebbe diffondendosi in Russia e che avrebbe portato al suicidio già 130 adolescenti. Il macabro divertimento consisterebbe in una sfida di 50 giorni, durante il quale i ragazzi dovrebbero superare alcune prove, per poi concludersi seguendole istruzioni finali: «Trova l’edificio più alto e salta». La notizia non è del tutto nuova ma non ha mai trovato conferme concrete, il noto sito di fact-checking, Snopes, ha indagato sulla vicenda spiegandone le origini. La Russia è un Paese con un altissimo tasso di suicidi giovanili, solo nel 2013 ad esempio ci sono stati 461 suicidi tra i minori, ma non è stato trovato nessun collegamento reale tra un gioco di questo tipo e la decisione di togliersi la vita dei ragazzi.

 

4) Apre la prima chiesa satanista, l’Europa dice sì

La libertà di culto è un principio alla base delle democrazie europee ma a volte è molto difficile definirne i limiti, soprattutto quando si tratta di contrapposizioni tra religioni dominanti e piccole minoranze. L’Europa avrebbe deciso in questi giorni di dare totale libertà ad una nuova chiesa in Italia, che avrebbe al centro del proprio credo Satana, inaugurando così la prima chiesa satanista italiana. Si tratta ovviamente di una bufala, già apparsa in passato e diffusa nuovamente sui social da uno dei tanti blog che utilizzano nomi molto simili a testate realmente esistenti, confidando sulla poca attenzione dei lettori.

 

5) Trovato sull’Etna il più grande serpente del mondo

La zona del vulcano Etna, almeno secondo i siti di bufale, sembra essere al centro di clamorose scoperte scientifiche più o meno ogni settimana, che si tratti di creature mostruose o di civiltà ritrovate. L’articolo che ha preso piede in questi giorni, già in voga alcuni mesi fa, avrebbe rivelato lo straordinario ritrovamento del serpente più grande al mondo, una specie di anaconda che discenderebbe addirittura dai grandi dinosauri. In fondo alla pagina dove è stato pubblicata la bufala però, in un carattere molto piccolo, quasi illeggibile, viene fugato ogni dubbio sull’attendibilità di quanto scritto, con un avvertimento per i lettori: «Si tratta di un sito satirico, i cui articoli spesso non corrispondono a verità».

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