Come si misura la pressione
(le dritte per farlo nel modo giusto)

Ci sono cose e azioni che non sono affatto opzionali. Vale a dire che per essere corrette, attendibili, con un margine di errore quanto più basso possibile, devono sottostare a regole precise. Una di queste è la misurazione della pressione autorilevata, misurata cioè al proprio domicilio dall’interessato stesso. Gli esperti insegnano che non bisogna mai, in questa pratica, lasciarsi andare al caso, ma che invece è bene controllare i valori pressori in specifici momenti della giornata e in particolari condizioni. Tutti elementi che contribuiscono a ottenere una misurazione obiettiva e quanto più veritiera possibile della pressione sanguigna.

Quando e dove. Il momento e la modalità sono i primi due aspetti chiave perché fanno la differenza. L’istante buono è prima di cena, ma non basta, perché va valutato anche il come. Infatti la misurazione della pressione necessita di una condizione di assoluta tranquillità, quindi occorre scegliere un luogo appartato, o comunque che permetta di isolarsi da famigliari che disturbano o da animali domestici che scodinzolano o fanno le fusa, per tutto il tempo della pratica. Predisponendosi anche al relax: sdraiandosi cioè su un divano, posizionando gambe e cuore alla stessa altezza, come consente di fare una posizione supina. Insomma la regola dice che la pressione non va mai misurata in piedi.

 

 

Come si posiziona. Chi non è abituato a misurarsi autonomamente la pressione, prima di imbracciare il manicotto, si potrebbe chiedere se esso debba essere posizionato sul braccio destro o sinistro. Perché, come detto, nulla è casuale. Infatti, pensando che l’uno valga l’altro si commetterebbe un errore. Gli apparecchi elettronici oggi disponibili, e normalmente usati per l’autorilevazione della pressione, sono destinati all’applicazione al braccio sinistro.

Con quale frequenza. Quante volte va misurata la pressione? Mai una sola, gli esperti raccomandano di ripetere la rilevazione almeno tre volte. Questo perché la prima misurazione tende di norma a essere superiore alle altre, complice una possibile agitazione che ne eleva i livelli. Ripetendola in successione per altre due volte, a distanza di qualche minuto l’una dall’altra, si dovrebbe ottenere il giusto valore, quello cioè obiettivamente corrispondente al proprio livello pressorio, calcolato dalla media tra la seconda e la terza misurazione.

 

 

I livelli ad hoc. È meglio misurare la pressione tra le 18 e le 20 di sera: in quest’arco di tempo si dovrebbero, infatti, rilevare i valori corrispondenti alla media dell’intera giornata. Quali sono quelli ad hoc? Secondo le linee guida della Società europea dell’ipertensione i valori normali sono compresi tra 85 e 135. Se durante la prima misurazione i parametri risultassero sfasati, anche di molto superiori ai normali parametri, non c’è da preoccuparsi, dicono gli esperti. In buona sostanza una pressione che risulta per una volta superiore alla media non è sufficiente per diagnosticare un problema di ipertensione. Il sospetto che qualche cosa non funzioni a dovere deve invece insorgere quando i valori restano costantemente oltre i limiti raccomandati. La buona regola, concludono gli esperti, è di non ricorrere al fai-da-te alla prima misurazione. Ovvero occorre conoscere già i propri parametri, rilevati dunque accuratamente dal cardiologo o dal medico di riferimento, affinché si possa partire da un dato certo, affidabile, sul quale monitorare e controllare le rilevazioni fatte domiciliarmente.

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