Via Frizzoni 24, l’edificio liberty
è tornato all’antico splendore

Riportare all’antico splendore un esempio di elegante architettura liberty dei primi del Novecento, da sempre riferimento simbolico per il centro cittadino, uno tra i palazzi più ammirati lungo l’importante direttrice di via Frizzoni (all’epoca via Pitentino) che porta verso il centro di Bergamo. Questo era il proposito dei lavori che si sono conclusi nei giorni scorsi per il risanamento conservativo delle facciate e per l’adeguamento impiantistico dello storico edificio situato in via Frizzoni 24. Costruito nel 1912, dall’architetto Angelo Sesti per conto della famiglia Pesenti, che qui intendeva dare la residenza ai dipendenti che lavoravano nei vicini uffici di Italcementi, l’edificio si è conservato immutato per oltre un secolo, mantenendo tutte le sue caratteristiche architettoniche di pregio senza subire interventi di trasformazione invasivi, ma solo lavori di ordinaria manutenzione.

Proprietari illuminati. «Sono stati i condòmini, veri appassionati e profondamente legati alla storia dell’edificio, a permettere questo intervento conservativo. Grazie a loro l’edificio è arrivato ad oggi così come è stato costruito», commenta Cristiano Angioletti, amministratore del condominio Frizzoni 24. Sotto la direzione lavori dell’architetto Luigi Pascale, dei restauratori Gianluca Cantamesse, Davide Ferrari e Clara Andreini, coadiuvati dall’impresa F 2006 Costruzioni per l’adeguamento degli impianti tecnologici e per le opere edili, i lavori sono durati circa 8 mesi interessando principalmente le facciate e il recupero conservativo delle coloriture. Sono stati reintegrati decorazioni e fregi mancanti, distaccatisi negli anni, così come sono stati riproposti i paramenti graffitati consumati sotto i davanzali delle finestre. Sono stati ripuliti tutti i contorni gialli in graniglia di cemento, le lesene e i marcapiani e le imponenti mensole che reggono l’elegante balcone del piano attico. Durante i lavori sono state inoltre ridipinte, uniformandole, tutte le ringhiere e i parapetti originali in ferro. È stato incrementato il numero dei pluviali per migliorare la raccolta delle acque in copertura, è stata completamente intubata e raccolta separatamente la rete delle acque nere e rifatte le pavimentazioni del piano cantine e dell’accesso pedonale di via Frizzoni.

Un lavoro minuzioso. Grazie ad analisi materiche e chimiche, compiute in loco e in laboratorio su campioni prelevati, e soprattutto grazie a ricerche storiche e alla raccolta di documentazione fotografica (sono stati contattati l’ufficio tecnico di Italcementi, l’archivio comunale, della biblioteca Angelo Mai, e consultate monografie sull’architetto Sesti, molto attivo in città all’inizio del 900), «sono state ricostruite le cromie originali, in gran parte alterate dal dilavamento superficiale e dall’inquinamento, soprattutto sulla facciata prospicente via Frizzoni dove sono state anche riproposte le originarie dorature sulle decorazioni presenti nei contorni delle finestre», spiega il direttore dei lavori Luigi Pascale. Oggi la facciata si presenta con le coloriture originali, accuratamente velate dai restauratori, per lasciare quel fascino di antico, nel bel mezzo del moderno che lo circonda, che è la caratteristica principale dell’edificio e che ben si nota per chi percorre via Frizzoni, proprio davanti al parco Marenzi, dirigendosi verso il centro città.

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