La nuova scommessa di Mr. Gewiss
ha le sembianze di un gatto (d’oro)

C’è chi assicura di aver visto il cavalier Domenico Bosatelli, durante una riunione, scalpellare direttamente il modello di plastilina perché non perfettamente conforme alla sua idea. Geniale e visionario, capitano d’industria dal nerbo novecentesco, il patron della Gewiss delega ma non recede dalle sue convinzioni. La parabola della sua storia imprenditoriale gli ha dato ragione. Ora, a 84 anni, si è spinto verso l’ennesima nuova frontiera: il luxury design, con una linea, Chorustyle, dalle movenze feline fin dai primi oggetti in catalogo. Gatti, appunto, rifiniti d’oro o di avorio maculato, dal prezzo variabile tra i 500 e i 1.200 euro, mascotte del nuovo progetto dai nomi carichi di k, come si usava nei centri sociali, anche se siamo su tutt’altro piano: Laki e Nikko. Gatti nati da suoi bozzetti, poi affidati a designer. Ma solo fino a un certo punto.

La presentazione a Milano. Un brand che vuol volare alto fin dalla sede di presentazione di mercoledì 5 settembre: il Four Season, nel Quadrilatero della moda milanese. Simbolo dell’intera filosofia è appunto il gatto, «un animale dal fascino senza tempo, che con la sua sinuosa eleganza riesce ad acquietare gli animi e a ben esprimere il concetto di armonia», si legge nella descrizione del marchio. E il logo è un gatto stilizzato. La vocazione all’eccellenza di Chorustyle si declina in tre direzioni: moda, design e oggettistica, tre filoni identitari dello stile italiano nel mondo. Al Four Season, del resto, oltre a Laki e Nikki c’erano una lussuosa scrivania laccata e una bicicletta in mogano (firmate da Sana Arredamenti, con cui Chorustyle ha avviato la collaborazione), anche più elitaria. Il resto arriverà in un secondo momento.

L’attività nell’ex Triumph. La nuova avventura imprenditoriale si muove nei 30mila metri quadri dell’ex Triumph (intimo e costumi di bagno) di Trescore. Uno spazio sconfinato che Bosatelli ha rilevato per una cifra che dovrebbe aggirarsi attorno ai 3-4 milioni di euro, con l’intenzione di farla rinascere. Nascono nuove idee e linee produttive laddove lavoravano seicento persone. Si potranno fare le sfilate. Inevitabile il coinvolgimento di realtà di eccellenza dei settori messi nel mirino.

Filosofia senza limiti. «Non accetto i limiti, la vita è cambiamento continuo, ho passato una vita a cambiare e a cercare di migliorare la qualità della vita», ha detto il cavaliere del lavoro in sede di presentazione. La reattività del suo intuito imprenditoriale ricorda quella con cui, con la mezza sigaretta che sta per spegnere, ne accende subito un’altra. I soldi li ha, spenderli non è un problema. Come non sembra un problema il ritorno che questi investimenti possano avere: è diventato l’icona di un’imprenditoria vincente, in provincia e oltre. Tra Chorustyle e Chorus Life, il quartiere smart nell’ex Ote, pare siano stati messi sul piatto qualcosa come 200 milioni di euro.

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