Che ne dite di investire in foreste?
Ecco i fondi che proteggono il verde

Un posto sicuro dove mettere i risparmi in questi tempi incerti? Sembra uno scherzo, ma i boschi oggi sono una certezza. Sì, proprio i boschi. Anzi, meglio ancora le foreste. La ragione è presto spiegata: la domanda di legname nel mondo cresce in modo verticale e le proiezioni dicono che nel 2030 supererà l’asticella dei 2,5 miliardi di metri cubi all’anno, con Europa e Stati Uniti in prima linea. Cioè un 30 percento in più di oggi.

Il legno, molteplici usi e virtù. Il legno ha dalla sua un’infinità di vantaggi rispetto a tutti gli altri materiali concorrenti: è sostenibile, è una risorsa teoricamente infinita, è adatto ad ogni tipo di uso, da quelli più low cost a quelli più sofisticati, come ad esempio il rovere per i produttori di vini “barricati” (cioè invecchiati in botti di rovere pregiato). Per di più le foreste sono una delle poche compensazioni al problema degli eccessi di CO2 nell’atmosfera. Quindi esercitano anche una funzione importantissima rispetto al rischio di riscaldamento climatico.

 

 

Il disboscamento nei Paesi poveri. Purtroppo, mentre nel mondo la domanda di legno cresce, le foreste diminuiscono. Accade soprattutto nei Paesi poveri, dove superfici sempre più vaste vengono disboscate e dirottate a funzioni agricole per venire incontro non tanto alla domanda crescente di cibo a livello globale. Spesso si tratta di operazioni scriteriate che depauperano quei luoghi e li lasciano ostaggi di monoculture, che a poco servono, a livello di alimentazione, e creano ulteriore dipendenza e povertà.

Investimenti redditizi sulle foreste. È un po’ per tutti questi motivi che da qualche anno molti investitori istituzionali, in particolare i fondi pensione, hanno iniziato a mettere piccole fette del loro patrimonio in fondi che gestiscono grandi foreste. Si tratta evidentemente di investimenti a lungo termine, perché la foresta ha i suoi tempi, che vanno obbligatoriamente rispettati. La cosa nuova è che questo tipo di investimenti è da poco sbarcato anche in Europa.

 

 

Infatti, la Timberland Investment Resources Europe (TIR- Europe), una delle più importanti società finanziarie specializzata nella gestione di foreste, ha lanciato il TIR Europe Forestry Fund (TFF), un fondo che ha l’obiettivo di acquisire, gestire e valorizzare gli asset forestali. «Gli investimenti in boschi e foreste», ha spiegato GianPaolo Potsios, managing partner di Timberland Investment Resources Europe, «stanno diventando popolari soprattutto perché sono un’ottima forma d’investimento per proteggersi contro i rischi dell’inflazione. Questa forma alternativa di investimento si rivolge agli investitori europei offrendo loro la possibilità di costruire portafogli di foreste diversificati con una forte stabilità di rendimento e bassa correlazione con l’andamento di altre forme d’investimento».

 

 

Ad oggi la raccolta è stata di 75 milioni, con quote minime di 2 milioni. Già investitori italiani hanno aderito (un gruppo assicurativo, casse previdenziali e alcuni family offices). E i responsabili garantiscono che a breve porteranno la raccolta a 150 milioni. Ovviamente il fondo è chiuso, nel senso che per 10 anni gli investimenti non possono essere toccati, ma garantiscono una cedola del 3 percento e una rivalutazione di circa l’8 percento all’anno. Insomma, un vero affare, in ogni senso. Anche perché, se è vero che i guadagni vengono dal tagliare gli alberi, gli investimenti consistono nel piantarli. E dall’Europe Forestry Fund garantiscono che per ogni albero tagliato nel verranno piantati cinque. Per etica, ma anche per business.

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