La rivincita delle donne in carne
Le “curvy” spopolano sul web

Curvy è bello, lo dice il 58% degli italiani. Pare che il mito della donna androgina, filiforme, spigolosa sia ormai tramontato. Anche le star dello showbiz italiano e internazionale stanno facendo della morbidezza delle forme la chiave del loro successo. Lo dimostra il successo di sugarBBW.it, dove la sigla sta per Big Beautiful Woman, il primo portale italiano – come si legge sull’home page – dedicato alla bellezza tutta curve. Un sito per incontri tra donne morbide e prosperose e uomini che ne amano le forme. Le 10mila registrazioni di utenti tra uomini e donne nel primo mese di vita dimostrano come il modello pin-up degli anni ’20 stia tornando in auge. Gli uomini pare che guardino prima il viso, la cui dolcezza di espressione li ammalia, poi il seno e quindi il lato B. Più sono abbondanti più sono un rifugio sicuro. Dicono.

La moda.

Anche la moda si è adeguata. Dopotutto il mercato deve soddisfare quella fetta di donne desiderose di piacere che in una taglia 38 proprio non ci entra. E nemmeno in una 44. Il 42% delle italiane ha qualche chilo di troppo. Sono donne che si piacciono e per questo si rifiutano di essere infagottate in abiti informi che nascondono, anziché esaltare, la morbida bellezza femminile. In principio ci sono state le top model oversize, capitanate da Tara Lynn, taglia 50 che ha conquistato le copertine di Vogue Italia, Glamour, Elle, Vanity Fair grazie alle sue perfette proporzioni che la rendono una bellezza senza tempo. Ora è la volta delle blogger curvy, un altro fenomeno che si sta imponendo anche in Italia: ragazzotte in carne che dispensano consigli su come valorizzare un punto vita non proprio da vespa e delle gambe non esattamente da merlo. Il fondatore di sugarBBW Alex Fantini, si legge sul sito, afferma che «Le donne curvy sono in assoluto le più chic, quando rinunciano a un look castigato scegliendo uno stile femminile e dolce, che segna le forme nei punti giusti».

Nella storia.

Fin dall’antichità la bellezza femminile è stata valutata e misurata sulla base di un modello estetico di riferimento, riconosciuto dalla società in un determinato contesto storico, sociale ed economico. Quindi, in tempo di crisi, non è difficile capire che qualche chilo e rotondità in più danno un senso di protezione, sicurezza. Un atterraggio morbido, insomma, su cui planare quando gli affari vanno male. Come se la curva della bellezza femminile avesse un andamento inversamente proporzionale alla curva dell’economia. E viceversa.

Studi scientifici.

È del II secolo avanti Cristo la Venere di Milo, universalmente riconosciuto come il perfetto ideale di bellezza femminile. Un capolavoro di fama mondiale di grande sensualità grazie alla perfezione delle sue forme morbide e curve pronunciate. Con buona pace dell’esperto di fashion Enzo Miccio che ha definito le donne in carne “chiattoncelle”. E con buona pace di uno studio scientifico condotto dall’Università di Westminster secondo cui gli uomini preferiscono le donne abbondanti, soprattutto se sono affamati. Pare infatti che un seno prosperoso sia indice di una buona riserva di grasso e quando si ha fame si desidera avere accanto un partner che ha ipoteticamente un maggiore accesso alle risorse alimentari. Sarà, ma come diceva Totò «i peccati della carne si fanno con la carne, non con le ossa».