Seconda vita ai luoghi dimenticati
Il bel progetto degli architetti

Ma che cosa è quell’edificio quasi nuovo ma mai usato accanto alla roggia Serio, in via Manzù, una casetta con la parte alta vetrata e davanti un lungo spazio all’aperto con le colonne che potrebbero sostenere dei velari? E quella casa di via Stoppani, dalla bella architettura tipo Anni Quaranta, con la parte centrale che ricorda il ponte di comando di una nave, perché è abbandonata? E quella bella e grande villa di via Masone, elegante palazzina di inizio Novecento che fu sede del glorioso liceo Enrico Fermi, perché se ne sta lì come una dimora dei fantasmi?

 

[Edificio in via Stoppani]

 

Dice il presidente dell’Ordine degli architetti, Gian Paolo Gritti: «Abbiamo lanciato questo progetto non per avere semplici segnalazioni di edifici vuoti o in disuso, ma perché i cittadini ci indicassero dei luoghi ed esprimessero un desiderio. Questa nostra iniziativa vuole essere questo: un atlante della possibile seconda vita di tanti luoghi ed edifici». L’iniziativa degli architetti bergamaschi ha suscitato molta curiosità. Dopo una ventina di giorni dal via, negli uffici di via Camozzi (passaggio Canonici Lateranensi) sono già arrivate circa centocinquanta immagini, dalla città e dalla provincia. Ne arriveranno ancora molte. Immagini di case, di aziende, ma anche muri, piazze, campi. Ciascuna con un desiderio, un parere. Dice Alexandra Morri, del direttivo dell’ordine: «Mi sembra che la gente sia stata colpita da questa idea. C’è chi propone semplicemente di sistemare una casa cadente e di restituirla alla sua funzione di abitazione. Ma c’è anche chi parte da un muro dipinto e propone un museo diffuso dell’arte di strada…».

Il progetto si chiama Asl, “Atlante second life”. Atlante della seconda vita. Che si poteva ben dire in italiano, ma – dice il presidente – «così richiama un popolare videogioco, e poi ricorda anche il vecchio acronimo delle aziende sanitarie locali… e in effetti il nostro è un progetto “sanitario” per il territorio. Vogliamo che diventi un impulso a rigenerare diversi posti. Mi sembra importante ripetere che questa non è una raccolta di lamentazioni, ma di suggerimenti, di stimoli. È la prima idea del genere in Italia, ma è partita bene e…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 8 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 18 aprile. In versione digitale, qui.

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