La posta degli amori sfigati
Per capire certi finali basta poco

Cara Alba,
Si arriva sempre al nocciolo della questione, prima o poi. Tutti i problemi fanno dei giri immensi ma poi ritornano lì, al loro Big Bang, alla loro essenza. È inutile scappare. Ma, anche se lo so, io scappo. Scappo in continuazione da un dato di fatto tanto crudele (o almeno lo è per me) nella sua banalità: io voglio sposarmi, lui no; io voglio dei figli, lui boh. È così non dico dal primo appuntamento, ma quasi. Diciamo dal secondo mese di relazione. Sono passati sei anni. Sei anni in cui, ciclicamente, il problema torna a galla. Eppure io (noi), stoici come nessuno, lo abbiamo sempre aggirato, o forse è meglio dire snobbato. Abbiamo fatto finta che non esistesse, affogandolo in una battuta, in uno screzio di poco conto, in un «è inutile parlarne, sappiamo bene come la pensiamo». Già, è proprio questo il punto: a 25 anni potevo anche non pensarci, a 31 no. È triste ammetterlo, ma il mio orologio biologico non si ferma. Sempre più spesso mi capita di pensare alla cosa e mi trovo a domandarmi se vale davvero la pena continuare a stare con lui. Cosa mi blocca? L’amore, ovviamente. Perché lo amo. E lui ama me, lo so. Ma anche la paura. La paura di lasciare tutto ciò che ho costruito con tanta fatica e impegno, con tanti sacrifici e tanti sforzi. La paura di non riuscire mai più a trovare qualcosa che anche soltanto si avvicini al sentimento che provo adesso per lui. E se lo lascio e poi non riesco più a trovare nessun altro uomo con cui abbia il desiderio di costruire una famiglia? E se finisce che resto sola per sempre? E se alla fine il mio fosse solo egoismo?
Clara

Cara Clara,
Tutto quello che sappiamo sull’amore è che l’amore è tutto. Una delle frasi più belle sul tema, ma una di quelle che litiga con la realtà non appena la pronunciamo. L’amore è tutto, ma non è niente. Guarda cosa fa: si sgretola sempre sulle nostre aree di realizzazione personale, dove dimora l’amore per noi stessi. Non c’è modo di risolvere questa cosa, o comunque non ho mai visto nessuno riuscirci. Il compromesso, la pesantezza delle scelte, le rinunce che stringono lo stomaco ma fatte col sorriso perché il muso lungo fa male al compagno indeciso e sempre allegro. Sei sotto ricatto. Come tutti, come sempre. Hai il dubbio di essere felice da qualche parte e la sicurezza di essere frustrata qui: benvenuta nell’umanità over 30, anno del Signore 2019, quando le storie d’amore più belle non stanno in romanzi da mille pagine ma in quadratini di foto digitali filtrate che non conoscono carta né mani. L’amore alza le sue cattedrali sul nulla, sull’aria, e poi guardalo come arretra davanti alle responsabilità, alle scadenze della vita. Eppure senza non si può stare. Non sei diversa dal resto dell’umanità, ma devo dirti una cosa: in alcuni casi le cose si rovinano; in altre invece per capire certi finali annunciati bastano sei minuti, non sei anni.

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