Troppi stranieri nell’Atalanta?
A Zingonia la nidiata è pronta

Una delle critiche che viene mossa al gruppo atalantino è questa: in prima squadra ci sono pochi giocatori italiani. La risposta della società nerazzurra è come sempre nel vivaio di Zingonia e basta scorrere un po’ le convocazioni delle squadre giovanili azzurre della sosta per capire che il futuro italiano della Dea è dietro l’angolo. Insomma, dopo la “nidiata” di Conti, Gagliardini, Caldara e degli azzurri Mancini, Cristante, Petagna e Spinazzola, nei prossimi anni potrebbero arrivare nuove leve molto interessanti.

 

[La Primavera tricolore alla fine dello scorso campionato (atalanta.it)]

 

Tempo al tempo, la Dea c’è. L’Atalanta sta coltivando talenti a Zingonia, per ora sono pronti per le nazionali giovanili azzurre ma, in futuro, potranno diventare protagonisti anche in serie A. Nell’anno in cui la società orobica disputerà per la prima volta nella sua storia la Champions League (esordio mercoledì prossimo a Zagabria), la rosa di Gasperini vede la presenza di pochissimi giocatori italiani: i portieri Gollini, Sportiello e Rossi e il difensore Masiello. Tutti gli altri sono stranieri, rispetto alla prima Atalanta di Gasperini in cui giocavano tanti ragazzi italiani, l’impronta del vivaio azzurro a Bergamo è decisamente sbiadita ma si tratta solo di avere pazienza. Non tutte le annate sono uguali, ormai è chiaro come per i nerazzurri ci siano dei buchi di alcuni anni e la quasi totale mancanza di ragazzi classe 1997, 1998 e 1999 pronti per la prima squadra è palese. Tolti Bastoni e Melegoni, il primo ceduto all’Inter e il secondo fermato da alcuni infortuni durante il percorso di crescita, delle ultime formazioni Primavera non ci sono molti elementi italiani che hanno dimostrato di poter arrivare in alto, ma il futuro è molto più roseo di quanto si possa pensare. Nell’ultima tornata di convocazioni da parte dei tecnici del settore giovanile dell’Italia, sono ben 16 i ragazzi atalantini (attualmente in rosa oppure in prestito ma di proprietà) chiamati da Under 20, Under 19, Under 18 e Under 17.

 

[L’esterno della Primavera Brogni (atalanta.it)]

 

Il dettaglio dei convocati atalantini in azzurro. Scorrendo le ultime convocazioni, la squadra Under 20 ha visto la chiamata di Colpani (centrocampista) e Capone (attaccante), il primo è passato in prestito al Trapani da alcune settimane per seguire il classico percorso di crescita di tutti i ragazzi che escono dal settore giovanile, mentre l’attaccante ex Pescara si sta giocando le sue carte a Perugia (serie B) in attesa di confermare sul campo tutte le cose buone che si dicono di lui. La tornata di convocazioni della Under 19 ha coinvolto ben sei atalantini su 24 giocatori in lista (il 25 per cento), i difensori Brogni e Okoli hanno partecipato a un paio di amichevoli insieme ai centrocampisti Ghislandi, Cortinovis e Gyabuaa e all’attaccante Piccoli, con quest’ultimo che è l’unico del gruppetto orobico ad aver già esordito in serie A. Scalando ancora verso il basso le liste dei convocati, in Under 18 si trovano quattro atalantini (su 22 convocati) che sono i difensori Cittadini e Ruggeri, il centrocampista Panada e l’attaccante Giovane, mentre in Under 17 la Nazionale italiana ha visto la partecipazione di Ceresoli (difensore), Moraschi (difensore), Zuccon (centrocampista) e De Nipoti (attaccante). Le gare si sono disputate a cavallo dell’ultimo fine settimana, in tanti hanno collezionato minuti importanti e sono arrivati anche alcuni gol come per Capone e Zuccon, ma la cosa più importante è vedere come il progetto calcistico delle nazionali giovanili azzurre sia sempre molto legato ai talenti che crescono a Zingonia.

 

[Brambilla, tecnico della Primavera (atalanta.it)]

 

Il percorso di tanti, il sogno di tutti. Chi inizia a giocare a calcio nella Dea a Zingonia conosce bene il percorso che lo attende. Prima tanta gavetta nei campi secondari del centro Bortolotti, poi la Primavera, da cui in tanti partono per giocare nelle categorie inferiori pronti a tornare alla base una volta testate sul campo personalità e temperamento. Difficile il salto diretto nel calcio di serie A, ancora più complicato pensare di farlo quando la formazione dei grandi arriva direttamente in Champions League. Il compianto maestro Mino Favini parlava sempre dei suoi ragazzi con felicità e fiducia: «A Zingonia cerchiamo di allevare buoni giocatori, la nostra soddisfazione è vederli arrivare tra i professionisti», diceva il “Mago di Meda”. Oggi, potesse vedere con i suoi occhi l’Atalanta prima in classifica a livello nazionale per quanto riguarda i giocatori convocati, sarebbe certamente felice del grande lavoro che a Zingonia si porta avanti con i più giovani, ma nessuno pensi a esaltazioni esagerate: il lavoro richiede tempo, i risultati si vedranno solo alla fine del percorso che inevitabilmente bisogna fare con umiltà e tanto sacrificio.

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