I consigli di lettura di Libri di Sport
Oltre i limiti con Walter Bonatti

Libri di Sport è un nuovo progetto editoriale, giovane, fresco e moderno. Il suo obiettivo è raccontare quanto di meglio (o comunque di bello) offra la letteratura sportiva. Un settore che, negli anni, ha preso vigore e che è composto da una galassia di piccole realtà a cui Libri di Sport vuole dare visibilità. Sono recensioni di libri, sì, ma soprattutto consigli per letture più o meno conosciute, di grandi case editrici così come di piccole realtà italiane e straniere; grandi vite di campioni così come storie inedite che meritano di essere ricordate. Per questo BergamoPost ha deciso di riproporre ai suoi lettori alcuni degli articoli di Libri di Sport. Buona lettura.

 

“Scalare il mondo” – Walter Bonatti (a cura di Angelo Ponta)
di Andrea Rossetti

Il concetto del limite è uno dei temi maggiormente affrontati dall’ambito narrativo, in tutte le sue salse. Fin dove spingersi? Fin dove si può arrivare? E quali sono le conseguenze del superamento del limite? Perché arriva sempre un momento in cui, tutti, ci troviamo davanti al bivio, al dilemma: fare un passo in più o uno in meno? Ci sono persone che quel limite, nella vita, non lo hanno soltanto superato, ma lo hanno costantemente spostato più in là. Di un passo, di una pagaiata, di un centimetro. Oltre lo sforzo, il dolore, la sofferenza, sfiorando anche la morte. Walter Bonatti fa parte di loro. E in “Scalare il mondo” (Solferino, 2019, pp. 304) si racconta proprio questa continua tensione verso l’impossibile di uno dei più grandi avventurieri che la storia italiana abbia mai conosciuto.

Oltre la montagna, l’uomo. A curare questo racconto intimo e umano di Bonatti è il giornalista Angelo Ponta, che dopo aver dipinto con certosina cura la vita dell’alpinista in “Il sogno verticale” (Rizzoli, 2016), qui apre le porte dei lettori all’anima di un uomo che ha saputo riscrivere il mondo, a suo modo. Perché è questo che Bonatti ha fatto: in montagna come in Amazzonia, al Polo Sud come nella redazione di Epoca. E “Scalare il mondo” è un affascinante percorso dentro la sua testa e i suoi pensieri, che arriva forse nel momento migliore, quando il grande dolore portato dalla sua scomparsa (2011) è ormai dimenticato e quando ciò che serve è ricordare la grandezza di Bonatti, sportiva ma anche e soprattutto umana.

Chi era Walter Bonatti. Nato nel 1930 a Bergamo, in realtà Bonatti appartiene alle montagne prima e al mondo poi. Dai 19 ai 35 anni compie imprese uniche, pazzesche, spesso anche discusse (come la conquista della vetta del K2 nel 1954 insieme ad altri alpinisti italiani, che aprì un vero e proprio caso chiusosi soltanto 54 anni dopo, nel 2008, quando il Cai diede ragione a Bonatti su molte questioni che non erano ancora state chiarite). Il suo carattere complicato, così come le delusioni subìte nei rapporti con i colleghi, lo portano a prediligere le scalate solitarie, rendendolo ancora più “mitico” agli occhi di semplici appassionati e dell’opinione pubblica. A 35 anni però, come detto, Bonatti dà una sterzata alla sua vita: basta alpinismo, basta flirt con la morte. Il settimanale Epoca gli offre la possibilità di diventare un inviato sui generis, un vero e proprio avventuriero di terre all’epoca sconosciute e inesplorate. Viaggi costantemente ai limiti (per l’appunto), di sé e del mondo: America del Nord, Amazzonia, Polo Sud, Tanzania. Bonatti sposta il suo asse di esplorazione, portandolo dalla verticalità all’orizzontalità, ma senza mai…

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