È arrivata la nuova app Periscope
Pronti a una vita in live streaming?

Twitter si lancia nello streaming con Periscope, un’applicazione online da qualche settimana, grazie alla quale è possibile trasmettere video live in qualunque momento della giornata e da qualsiasi parte del mondo ci si trovi. Ad oggi è disponibile solo per i dispositivi Apple, mentre la versione per Android sarà fra qualche giorno negli store. In parole semplici, questa nuova applicazione permette di effettuare delle dirette video, oltre che di accedere agli streaming live realizzati dagli altri utenti iscritti alla piattaforma. Questo significa che in base alle persone seguite è possibile trovarsi ad ammirare le onde del mare che accarezzano le spiagge ancora deserte per poi essere catapultati, nel giro di qualche secondo, tra le vie affollate e frenetiche di New York.

Come funziona. Per poter avere un proprio canale di live streaming occorre avere un account Twitter con cui accedere a Periscope. Una volta scaricata l’applicazione, l’app riconosce la persona che la sta utilizzando, suggerendo il nome degli utenti da seguire in base ai following che si hanno sull’applicazione di 140 caratteri. Per incominciare a trasmettere basta toccare l’icona della fotocamera che si trova nella fascia bassa della schermata di Periscope, inserire un titolo e avviare la diretta. Nel corso delle riprese, il pubblico che ci segue può in qualunque momento scrivere un commento (che sarà leggibile anche da tutti gli altri utenti) oppure inviare un cuoricino, segno che il video è stato di suo gradimento. Terminate le riprese, la clip potrà essere salvata, così da essere visionabile per le successive 24 ore.

 

 

Chi la usa. Questa nuova applicazione oltre che a mietere ogni giorno milioni e milioni di seguaci, sta nuovamente rivoluzionando l’utilizzo dei nostri smartphone. Basta pensare al Cardinale di Milano Ettore Scola che ha usato Periscope per trasmettere in streaming la Messa di Pasqua, mentre il Pd ha mandato in onda il discorso di Renzi durante la direzione del partito. E poi, naturalmente, ci sono i vip di ogni età e classe sociale che non perdono occasione per raccontare e mostrare ogni piccolo dettaglio di quello che gli capita durante la giornata. Jovanotti, che ha più di 40mila fans, manda online le prove della sua band, Fiorello, invece, già assiduo utilizzatore di Twitter, mostra ai suoi utenti il panorama che vede dalla sua camera d’albergo o il lungomare della città che ospita la sua tournée. Ma poi ci sono anche altri artisti come Pif, Diego Abatantuono e Fabio Volo. E ai vip si aggiungono i talk show televisivi come Virus, Piazza Pulita, Quarto Grado, ai quali bisogna aggiungere ancora le radio, le redazioni dei quotidiani e numerose aziende che vedono in quest’app un nuovo modo di fare marketing. Insomma, Periscope, almeno per il momento, sembra essere una rivoluzione in grado di contaminare numerosi settori della nostra società.

La vita in diretta. Per la generazione degli youtuber, l’avvento di Periscope è un’opportunità davvero affascinante: i giovani possono realizzare il sogno di avere un proprio pubblico mentre si destreggiano in gang o semplici sketch. Ma i video che si trovano in questo portale trasmettono veramente di tutto. Si va dallo studente che riprende la prof in classe mentre questa spiega da quanti e quali parti sia composta una cellula fino ad arrivare alla teenager americana sveglia da pochi minuti che sorseggia un caffè in assoluto silenzio. E poi ci sono le dirette di moltissimi utenti che si trovano ingabbiati nel traffico cittadino o i live streaming che mostrano cani, gatti, canarini e gli altri milioni di animali domestici che possono essere ospitati in una casa. Tutto sembra quindi permesso, o quasi.

La pornografia e i contenuti violenti sono banditi. «Se vengono rilevati video pedopornografici  – spiegano dallo staff dell’app – vengono subito segnalati alle autorità. Gli utenti possono segnalare gli abusi per garantire che le regole siano rispettate». Per quanto riguarda la privacy, un’altra nota dolente è caratterizzata da tutti quegli eventi trasmessi gratuitamente pur essendo coperti da diritti d’autore come concerti, film, rappresentazioni teatrali ed eventi sportivi. Rispetto a questa delicatissima problematica, Twitter non avrebbe ancora studiato e sviluppato una politica da adottare in simili situazioni, limitandosi, fino a questo momento, a cancellare gli account che pubblicano questo tipo di contenuti.