Pensieri segreti di una commessa
Il bello di non andare in vacanza

Arriva l’estate e molti di voi stanno facendo i preparativi per le vacanze, se non sono proprio già in vacanza ufficialmente. Oggi scrivo un articolo consolatorio per tutti i colleghi che anche quest’estate faranno le vacanze nei più rinomati centri commerciali della provincia di Bergamo. Sui cataloghi delle vacanze dovrebbero essere tra le mete più gettonate poiché dotate di tutti i comfort: aria condizionata, wifi, aree ristoro, palestra, lounge bar, area bimbi. Cosa vi manca? Vorrei cercare di trovare i lati positivi del nostro permanere in queste oasi di divertimento e spensieratezza anche durante i mesi che nostro Signore ha destinato alle vacanze.

 

 

Per incominciare, niente ansia da prova costume. La nostra prova costume è rimandata al mese di ottobre, periodo preferito per assegnare ferie e noto per essere un mese dal meteo critico in qualsiasi parte del globo voi vogliate andare. Quindi noi saremo assolutamente pacifiche e in pace con la nostra pancetta invernale, mentre voi tutti vi affannate con le diete o cercate di strizzarvi in quegli striminziti pantaloni. Non abbiamo nemmeno il pensiero di dover comprare un costume della collezione nuova, tanto quando noi potremo effettivamente indossarne uno sarà già desueto. In secondo luogo, niente mutuo per i prodotti solari. Ma che ci frega dell’abbronzante se siamo esposte h-24 al neon del negozio che tanto renderebbe emaciata e smunta persino Beyoncé? Nessun pericolo di abbronzarsi nemmeno nel fine settimana, perché siamo sempre in servizio come le guardie mediche per tutte le vostre emergenze commerciali. Qualora ci sia un giorno libero infrasettimanale, pioverà di certo.

Azzerata anche l’ansia da partenza intelligente con il rischio di restare bloccati in colonna insieme a migliaia di altri esseri umani dal QI superiore. Anzi, per noi commessi andare al lavoro diventa più agile perché il traffico estivo è nettamente più snello e ci permette di percorre in quindici minuti il tragitto che in inverno ci porta via un’ora e venti. Anche i clienti potrebbero modificare le loro abitudini a nostro favore; ad esempio potrebbero non venire in negozio, che è l’unica abitudine gradita ai commessi. Tutto diventa più leggero. Non andremo in spiaggia e non faremo la pennichella all’ombra di un albero, ma durante i lunghissimi turni di bonaccia (in cui la produttività nel negozio rasenta lo zero) potremmo addirittura divertirci con i nostri colleghi. Si possono stringere amicizie, addirittura potrebbero nascere nuovi amori. Potreste scoprire che la vostra collega isterica in realtà è molto divertente quando non è oberata dalle ingiustizie del settore commerciale. Il vostro collega cinico è soltanto un ironico frustrato e la solita burbera è una timida costretta alla socialità. Se vedete dei commessi sorridenti e inclini alla solarità non è perché improvvisamente hanno a cuore il loro lavoro o la vostra esperienza d’acquisto, ma semplicemente perché per qualche ora hanno assaporato un ambiente lavorativo rilassato.

 

 

Persino i responsabili in estate diventano simpatici. Il disagio comune rende anche loro più solidali. Se la giornata è particolarmente pacifica potrebbero persino concedervi di uscire prima della fine del vostro turno e lasciarvi così godere di una mezza giornata estiva. Una volta il mio capo portò dei gelati, contravvenendo alle ferree regole del negozio per cui non si mangia davanti ai clienti, fuori dal magazzino o vicino alla merce esposta, né tanto meno ci si mostra felici e sorridenti in orario di lavoro. Vedete quindi che restare in servizio durante il periodo estivo ha per noi innumerevoli vantaggi. Quasi quasi è meglio di un vacanza vera, anche perché se i clienti non sono in negozio saranno certamente in qualche spiaggia o in coda al museo a fare le stesse cafonate che fanno quando sono qui. Rischieremmo quindi di ingaggiare le solite costruttive discussioni di quando siamo in servizio, vanificando così il potere rigenerante della vacanza. Molto meglio perciò che le nostre ferie avvengano quando la clientela è qui stipata nei negozi e andare in vacanza è un privilegio per ricchi. O per commessi.

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