Dieci frasi in bergamasco
per dire che non ci crediamo

L’era delle bufale e delle notizie false c’è sempre stata, solo che non si chiamava così. Invece di Facebook o di alcune testate giornalistiche online, i teatri dei racconti inverosimili erano il bar, la piazza, persino il sagrato della chiesa. Ma noi siamo, o almeno eravamo, gente prudente e incline ad adottare la politica di San Tommaso. Così, tendiamo a credere solamente a quello che si può toccare con mano, e ci regoliamo di conseguenza.

 

1) 13

Possiamo anche stare ad ascoltare l’amico che ci racconta mirabolanti avventure amorose o straordinari successi sul lavoro. Con questo commento finale però confiniamo le sue esperienze nell’ambito, pur nobile, della finzione. [Trad. Ma va’ là cinema!]

 

 

2) I a disìa töcc

Si irride così chi ci narra teorie o fatti che non stanno né in cielo né in terra, e che non possono certo essere condivisi. Attribuirli alla vox populi significa negarne del tutto la credibilità. [Trad. Lo dicevano tutti]

 

 

3) Fàm crèd a chèsta

Con questa espressione facciamo chiaramente capire al nostro interlocutore che c’è un limite a quello che ci può far credere. Lasciandogli intendere che la sua è l’ultima di una serie di fesserie. [Trad. Fammi credere a questa]

 

 

4) É zó de la pianta

Se non siamo direttamente coinvolti nella menzogna, è questo il consiglio che diamo, per esempio, all’amica che continua ingenuamente a credere alle promesse del fidanzato fedifrago. [Trad. Scendi dalla pianta]

 

 

5) Dìghel a ön óter

Affermazione che tende a separaci dalla massa, e ad assicurare il fantasioso narratore di fole che qualcun altro può credere alle sue panzane, ma non chi sta davanti a lui. [Trad. Dillo a un altro]

 

 

6) Crèdega mia a töt

In tempi in cui le informazioni si ricevono da un social network, è importante informare amici e conoscenti sulla reale natura di quello che si legge in rete. Purtroppo, spesso serve a poco. [Trad. Non credere a tutto]

 

 

7) Chèsta l’è nöa

Non siamo particolarmente amanti delle novità, e forse da lì nasce la sfumatura negativa di questa frase, che in realtà tende a screditare chi diffonde una notizia inverosimile. [Trad. Questa è nuova]

 

 

8) Ghe crède gna se l’vède

Plateale dimostrazione della nostra attitudine concreta, esclude in assoluto la possibilità di credere a quanto ci viene raccontato. C’è da dire che quasi sempre abbiamo ragione. [Trad. Non ci credo neanche se lo vedo]

 

 

9) Cönta mia sö di gioedé

Usata spesso da mogli e mariti, tronca bruscamente il discorso nel caso di giustificazioni palesemente falsi per ritardi e omissioni. È seguita quasi sempre dal commento che il giovedì è il giorno dei matti, con relativa spiegazione. [Trad. Non raccontare dei giovedì/delle panzane]

 

 

10) Bóca mia sèmper

Esortazione quasi disperata all’amico che immancabilmente riporta una notizia clamorosamente falsa, una bufala che gira da anni o un pettegolezzo a cui non crede nemmeno chi l’ha diffuso. [Trad. Non abboccare sempre]

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