Bellezze gratis: Daverio promuove
tutta Bergamo a Striscia la Notizia

Se Maometto non va alla montagna, è la montagna (Bergamasca) che va da Maometto. Nell’epoca della tv interattiva e dei social che fanno da amplificatore immediato e portentoso, fare cultura appare un compito arduo. A meno che non si utilizzino le stesse armi (leggi alla voce “contenuti sintetici e modalità curiose”) per andare incontro a milioni di teleutenti e navigatori, catturandone l’attenzione e sollecitandone l’interesse.

 

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È il senso della rubrica “Muagg – Il museo aggratis”, avviata dallo scorso settembre nel celeberrimo programma serale Striscia la Notizia di Antonio Ricci, trasmissione di punta dell’ammiraglia Mediaset, Canale 5. In pratica con un servizio di pochi minuti vengono proposte curiosità e icone di una città, dando spunto per una gita fra le italiche bellezze assolutamente “aggratis”. La rubrica è curata dal critico d’arte Philippe Daverio, volto notissimo del piccolo schermo, ideale mix di assoluta competenza e simpatica eloquenza. Il 24 ottobre 2019 è andata in onda la puntata dedicata a Bergamo, aperta da Daverio davanti alla statua di Giuseppe Garibaldi «la Città dei Mille, ma anche la città dove è stata inventata la camicia rossa dei garibaldini (a Gandino, ndr), e soprattutto una città che è un campionario incredibile di architettura, centinaia di anni di storia da vedere tutti gratuitamente».

Daverio prende spunto dal celeberrimo “Berghèm de sura e de sota” (non male la pronuncia) per segnalare i propilei di Porta Nuova e il profilo di Città Alta, ma si sofferma poi sulla sede della Banca d’Italia in viale Vittorio Emanuele «perché a Bergamo ci sono gli sghei». Non mancano “il Gaetano” (Donizetti) con relativo teatro e Porta S.Agostino, che diventa «lo specchio di Alice nel Paese delle Meraviglie» per entrare nella città vecchia, con le Mura Venete ma anche il più antico lavatoio pubblico d’Italia. L’agile montaggio scelto da Daverio non sceglie la tradizionale cartolina di Piazza Vecchia, ma propone Santa Maria Maggiore, le tarsie del Lotto, i confessionali e le porte del Fantoni e «un Cristo del Trecento talmente bergamasco da sembrare tedesco».

 

 

Il gran finale è riservato alla Cappella Colleoni, con spiegazione dello stemma araldico del condottiero, che riporta al suo cognome e alle sue dotazioni… supplementari. Una cartolina frizzante e incisiva, proposta in prima serata a un pubblico da cifre a sei zeri. Lo scorso settembre, tanto per dire, la puntata inaugurale della trasmissione di Antonio Ricci (alla trentaduesima stagione) è stata vista da oltre 5.287.000 telespettatori, con uno share del 23,49 per cento del pubblico attivo. In console Ezio Greggio e Michelle Hunziker, che offre ogni sera un ulteriore tocco orobico. Viva Bergamo!

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