Dieci tradizionali frasi bergamasche
sull’arrivo dell’albero di Natale

Molti di noi approfitteranno del prossimo, lungo weekend per addobbare l’albero di Natale. C’è da dire, però, che per tradizione siamo più inclini a preparare il presepio, anche se per motivi ambientali non procediamo più alle spedizioni nei boschi per raccogliere il muschio. Affrontiamo però con lo stesso spirito l’impresa della decorazione natalizia. Non sempre con risultati edificanti.

 

1) Tróe piö ‘ndó l’ó metìt

Il primo grande ostacolo da affrontare è la memoria. Dopo le feste, palline, stelle, lucine e ornamenti vari spariscono in qualche remota cassa o scatola di cartone. Trovarla è già un successo. [Trad. Non trovo più dove l’ho messo]

 

 

2) L’an passàt ó ciapàt la corènte

Non mancano le disavventure, normali in ogni impresa epica. Di solito è il virile capofamiglia che si occupa delle questioni tecniche più delicate. A volte con esiti infausti. [Trad. L’anno scorso ho preso la corrente]

 

 

3) St’an te ‘l fé té

Una delle nostre peggiori abitudini è il giudicare negativamente l’operato altrui. Così, chi vede criticato il proprio addobbo spesso si dimette provocatoriamente dall’incarico. [Trad. Quest’anno lo fai tu]

 

 

4) A l’fó mia perchè gh’ó ‘l gat

Non si sa se la presenza di vivaci animali domestici sia una banale scusa o una motivazione effettiva. La predilezione dei gatti per gli oggetti pendenti e colorati è però un dato di fatto. [Trad. Non lo faccio perché ho il gatto]

 

 

5) Töcc i agn a l’piènte amò dòpo Nedàl

La nostra coscienza ecologica c’impone di non gettare mai l’albero che ha rallegrato il nostro Natale. In questo modo, nascono boschetti di abeti nelle località più improbabili. [Trad. Tutti gli anni lo pianto ancora dopo Natale]

 

 

6) Spète l’öltem, se de nò a l’fà pólver

La vera casalinga bergamasca non rinuncia mai a considerare gli aspetti più squisitamente domestici. Perché non ha paura di lavorare, ma lo vuole fare sempre a ragion veduta. [Trad. Aspetto all’ultimo, se no fa polvere]

 

 

7) Dòpo du dé gh’è zó ü mèter de fóe

Seconda considerazione di chi si occupa delle faccende di casa, che spesso spinge all’acquisto di un abete in materiale sintetico. Disprezzato dai puristi, ha una sua logica ecologica. [Trad. Dopo due giorni c’è per terra un metro di foglie]

 

 

8) I pighére l’è mèi lassale ‘ndó i è

La virata verso la plastica può anche essere dettata dal nostro atavico rispetto per la natura e tutto quello che la riguarda. Dopo tutto, non c’è migliore decorazione della rugiada. O della neve, quella vera. [Trad. I pini meglio lasciarli dove stanno]

 

 

9) A l’fó per i s-cècc

Simpatica bugia alla quale non crede nessuno, anche perché di solito è detta da veri artisti dell’albero di natale, capaci di opere dalla straordinaria complessità artistica e illuminotecnica. [Trad. Lo faccio per i bambini]

 

 

10) Mai fàcc, mé fó ‘l presépio

Gli irriducibili della capanna, della stella cometa e dei Re Magi non possono accontentarsi di qualche filo colorato. E poi, dove metterebbero Gesù bambino, che deve apparire solo al momento della nascita? [Trad. Mai fatto, io faccio il presepe]

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