Dove oggi facciamo shopping
c’erano una volta delle chiese

Foto in apertura di Francy Quadri

 

Chissà quante volte, nelle frenetiche settimane che hanno anticipato il Natale, avete battuto alla ricerca del regalo perfetto le vie Tasso, XX Settembre, Tiraboschi. Sempre alla ricerca del dono giusto o di quell’oggetto tanto agognato o di quell’idea originale per sorprendere i nostri cari, i nostri amici. E chissà quante volte, senza neppure rendervene conto, siete passati sull’area o sulle pertinenze di un edificio, ormai scomparso, che molto ha significato per i nostri avi, fino a solo una manciata di secoli fa. Quante storie, quante preghiere, quante implorazioni, quanti pianti, quanti voti, forse esauditi o forse no, quei sagrati hanno raccolto, quei portichetti e quelle immagini devozionali hanno assorbito, fino a essere miseramente inghiottiti dall’asfalto o distrutti dalla furia napoleonica o austroungarica; oppure sono stati resi irriconoscibili nelle loro fogge ecclesiastiche perché ridotti a semplici caseggiati, abitazioni, magazzini o ricoveri. Nessuna area della nostra città ha avuto scampo e, paradossalmente, più colpito è stato proprio il centro cittadino, forse ritenuto troppo saturo di edifici sacri da poterne fare a meno. A noi però resta un’occasione per poterli riscattare: proviamo quindi a prestare più attenzione a ciò che c’era prima, oggi invisibile, tra negozi, outlet, temporary store e grandi catene.

 

Santa Concezione di Maria
(Borgo Palazzo)

La chiesa eretta nel 1624 in onore della Concezione di Maria, di cui si festeggiava con grandi ornamenti la ricorrenza, è stata voluta dagli abitanti di Borgo Palazzo, che la finanziarono al fine di tenervi la dottrina femminile, visto che quella maschile era organizzata nella vicina Chiesa di Sant’Anna, attuale parrocchiale. Venne abbattuta parzialmente negli anni 1919-1920 per contribuire alla nuova viabilità del borgo e alla creazione di Piazza Sant’Anna: quanto resta, insieme agli affreschi riemersi dai recenti restauri, è attualmente occupato da un’attività commerciale.

 

Santissimi Trinità
(Piazzetta Santo Spirito)

La chiesa risultava fornita di un portichetto per riparare dalla pioggia fedeli e pellegrini che sostavano per la preghiera ed era scandita internamente da tre cappelle. Al piano superiore aveva adattato una stanza a sede della Confraternita, che provvedeva a elargire sostanze ai bisognosi e ai pellegrini: i confratelli indossavano una veste rossa che recava sul petto la Trinità e grazie a loro la chiesa era molto frequentata, anche perché affacciava su di una piazza molto animata, posta nel punto in cui convergono ora le vie Pignolo e Tasso e su cui il Borgo Sant’Antonio confluisce nel Borgo Palazzo, importante direttrice sud-orientale della città.

 

San Giovanni Battista dell’Ospedale
(Via Muraine/San Giovanni)

La tradizione vuole che la chiesa sia stata fondata nel IX Secolo da Carlo Magno e, dallo stesso, intitolata al profeta: era strutturata in una sola navata terminante con coro semicircolare rivolto a oriente; il piazzaletto antistante la facciata serviva anche da cimitero e vi era annesso un ospedaletto attivo fino alla metà del Quattrocento. Prima della fine del XVII Secolo viene assegnata alle cure dei Cavalieri di Rodi dell’Ordine di Malta, che però pare non poterono garantire il suo mantenimento, visto che nel 1720 versava in condizioni deprecabili. Verrà demolita nel 1870, anche se c’è chi giura che resti degli inumati e di alcune porzioni interne siano affiorati negli ultimi Anni Settanta e tuttora superstiti.

 

San Tomaso
(Piazza Carrara)

L’edificio viene nominato per la prima volta nel 904 insieme a un ospedale, che retto dai Disciplini del borgo diviene parrocchia pur non vantando decorazioni e arredi di particolare pregio. Alla Confraternita dei Disciplini vanno attribuiti il mantenimento e il suo sostanziale restauro nel 1525, oltre alle attività che animavano la comunità in tempo di Avvento, Quaresima e Pentecoste. È stato demolito durante il XIX Secolo per permettere l’apertura della piazza Carrara solo nel 1868, rendendo più arioso il fronte della pinacoteca cittadina.

 

Santa Maria Annunciata di Borfuro
(Via Borfuro)

L’edificio viene eretto nel 1634 e gestito da una confraternita che già dal 1487 era attiva nella chiesa dedicata a S. Maria Novella (o Annunciata o Nunsiata) annessa al Monastero claustrale di San Benedetto in via Sant’Alessandro. Nei rilievi cartografici del 1816 non risulta più presente, quindi si crede sia stata abbattuta durante l’epoca napoleonica.

 

San Defendente
(Via Zambonate)

La trasformazione dell’edificio da cappelletta a chiesa nel 1464 va attribuita agli abitanti della contrada e all’impegno dei confratelli appartenenti alla Compagnia del Crocifisso dei Disciplini Neri. Le poche fonti giunte a noi – insieme alla certezza che i piloni ancora esistano e siano interrati nel letto della Roggia Serio, che ancora scorre placidamente sottostante -, indicano la facciata rivolta a ovest, un’unica navata divisa in quattro campate, tre altari e numerose opere, oltre a una ricca decorazione attribuita alla bottega di Giovan Paolo Cavagna. All’interno erano conservate le reliquie del santo titolare, di Sant’Emerenziana e di una scheggia proveniente dalla Santa Croce. Nei giorni di festa, la chiesa veniva adornata di bianco, di nero e con tanti fiori dentro e fuori il suo uscio. È stata demolita nel 1820.

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