Dal 1991, il Mercatino di Michela
dà nuova vita ai capi di alta moda

Foto di Sergio Agazzi

 

Il Mercatino Michela è uno di quei luoghi che chi frequenta il centro e le Cinque Vie ha bene in mente. Basta sostare nell’attesa di un pullman alla pensilina in fondo a via Zambonate, alzare appena lo sguardo sopra le saracinesche per vedere le piccole finestre su cui campeggiano le insegne verdi di questo originale negozio presente in città dal 1991. Ad aprirlo è stata Ilde Montanari – per tutti Michela – che scelse proprio la nostra città come casa per la sua attività: «Avevo lavorato per tre anni a Milano sempre nel settore dell’abbigliamento usato e stavo cercando un luogo dove creare il mio negozio. Andai a Brescia e Verona, ma poi quando arrivai a Bergamo mi incantò per la sua straordinaria bellezza e mi fermai».

 

 

La storia di Michela inizia a Taranto poco dopo il diploma al Liceo artistico: «Volevo continuare a studiare e iscrivermi ad architettura, ma per farlo avrei dovuto trasferirmi e all’epoca mia mamma non me lo permise». Fu così che da ragazza concreta e audace con una certa passione per gli abiti iniziò a disegnare e realizzare la sua prima linea di moda. Determinazione e capacità – oltre che l’amore per il marito – la portarono poi a Milano, dove per tre anni fu responsabile di un negozio di abiti griffati proprio in via della Spiga, nel cuore dello shopping delle grandi marche della moda. È in quegli anni che Michela sviluppa una grande competenza nel riconoscere la qualità dei capi (borse, scarpe e abbigliamento) e le caratteristiche uniche degli stilisti. Oggi si potrebbe dire che ha “un occhio assoluto” nel riconoscere al volo contraffazioni e copie: «Bisogna prestare attenzione ai tessuti, alle colle e ai dettagli. Alcuni capi dell’alta moda spesso hanno anche dei codici», spiega mostrando degli elegantissimi sandali di Valentino con gesti sicuri e al contempo delicati, come quando si maneggiano le opere d’arte. La moda è per lei una forma d’arte e di bellezza e, come tale, deve essere accessibile a tutti. Da qui l’idea di vendere abbigliamento e accessori secondhand (di seconda mano) per poter dare a chiunque la possibilità di realizzare il sogno di un capo firmato, sia esso di Armani, Gucci, Caovilla o Chanel, e sentirsi un po’ Carrie Bradshaw di Sex And the City con le sue Manolo Blahnk.

Nel negozio, al primo piano gli abiti da cerimonia la fanno da padroni e non è raro trovare un abito visto poco prima sul red carpet di Cannes o in qualche passerella in giro per il mondo. Michela ritira abiti e accessori da sfilate o privati e dopo un’attenta valutazione delle condizioni del capo li rimette in circolo perché qualcun altro possa viverseli: «Mi piace l’idea di dare una seconda vita alle cose e di realizzare i sogni di più persone». Sono diverse le situazioni che portano le persone a liberarsi di un capo griffato: c’è chi si annoia del proprio guardaroba, chi non può usare lo stesso abito in più occasioni, chi ha ricevuto un regalo sbagliato e chi probabilmente condivide con Michela l’idea di mettere in circolo un po’ di magia. Inutile nascondere che ci sarebbe piaciuto scoprire aneddoti curiosi e magari qualche pettegolezzo, ma Michela – la signora Montanari – ha mantenuto un riserbo serrato, confermando cura e professionalità. Infine, ha aperto le porte dell’area dedicata agli abiti da sposa – quelli che solitamente guardiamo sulle riviste patinate e che qui diventano possibili per molti – e qui ci ha regalato il suo sorriso più grande: «Vestiamo sposi e spose al primo, secondo, terzo matrimonio e ora anche coppie di fatto. Vederli felici ed emozionati nel loro abito dei sogni e che mai avrebbero immaginato di poter indossare è per me l’emozione più grande». La sobrietà – che talvolta la moda trascura – qui trova casa nei modi e nel progetto sostenibile di Michela e del suo mercatino.

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