Turismo elegante senza svenarsi
Il New York Times vota Bergamo

Chi vuole fare del turismo elegante in Italia, una meta sempre di tendenza tra gli americani dell’upper class, non deve per forza scegliere i capisaldi della notorietà tipo la Toscana, Roma o Capri. Se vuole concedersi il meglio ma non dilapidare una fortuna, meglio evitare l’alta stagione ed andare in aree un po’ meno note, ma assolutamente all’altezza delle scelte più gettonate. Due esempi? Bergamo e il Gargano. A dirlo è il giornale più famoso del mondo, il New York Times, nell’articolo How to Save Money on an Italian Vacation, apparso sul portale del quotidiano lo scorso 14 aprile. E i risvolti della narrazione sono decisamente interessanti. Oltre a costituire un’ottima pubblicità, chiaro.

La parola all’esperta. L’articolo l’ha scritto Shivani Vora facendo leva sui consigli di Andrea Grisdale, proprietaria dell’Ic Bellagio, società con base sul Lago di Como che vende viaggi in Italia.«Gli hotel a cinque stelle non sono economici – dice – E i pasti possono anche costare molto». E qui partono i consigli. Innanzitutto evitare l’alta stagione turistica italiana, quando gli alberghi sono i più costosi,  da metà maggio a metà settembre. In primavera e in autunno, assicura Andrea – le camere d’albergo costano circa il 30 per cento in meno. Meglio ancora se si opta per un viaggio da inizio novembre a inizio marzo, perché nelle città si possono ottenere camere «superior» e servizi aggiuntivi in camera senza sovrapprezzo.

Bergamo meglio di Roma. Certo, ci sono Toscana, Roma e Capri. «Ma l’Italia ha molte altre regioni mozzafiato che non sono così conosciute, quindi sono più accessibili. La regione del Gargano in Puglia, per esempio, ha delle scogliere che non hanno nulla da invidiare alla Costiera Amalfitana e Bergamo, una città a nord di Milano, può contare su una fiorente scena culturale»., aggiunge la Grinsdale. «Quando visitate le parti sconosciute dell’Italia, gli alberghi di lusso, generalmente, costano il 30 per cento in meno rispetto alle regioni turistiche, e i ristoranti hanno prezzi più ragionevoli».

Altri consigli. I cercatori di lusso spesso contano su un conducente privato e una guida. Ma pagare per entrambi è inutile, secondo la Grisdale. «Pochi viaggiatori sanno che possono ridurre i costi a metà assumendo una persona, comunemente indicata come un tour manager, che è una guida e un conducente». Nulla a che vedere, ovvio, con il turista medio e low cost, che come guida usa una Lonely Planet (magari presa in prestito in biblioteca) e si muove con i mezzi pubblici o con una city car a noleggio. Si parla poi della possibilità di affittare ville di lusso, se si è in più di sei: anche avendo un cuoco a disposizione, si spenderà sempre di meno che andando regolarmente al ristorante. A proposito di ristoranti: meglio chiedere all’autista, al personale dell’albergo e ad altri italiani dove andare a pasteggiare: si mangia comunque bene, si bevono ottimi vini locali e si evitano esborsi fuori norma.

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