Tutti i musei della Val Brembana

Al rientro da una bella sciata, protrattasi per tutto il week-end se non addirittura per un’intera settimana, l’unica possibilità che il mesto tragitto di rientro a casa offre è una lunga e interminabile coda, tra curve e gallerie dislocate in alta valle, che poi però si strozzano al semaforo di Zogno, in attesa della variante! Ma ci sono alternative utili a una statica rassegnazione, chiusi in auto in balia della radio della domenica o del cellulare che ci aggiorna sui risultati calcistici? Beh, in una valle che è stata la salvezza della Serenissima per quasi due secoli, e che di riflesso ha portato ricchezza e prelibatezze per tutti noi, non possono certo mancare località o siti meritevoli di una freccia luminosa puntata a destra o sinistra della nostra auto. C’è solo l’imbarazzo della scelta, che può interessare o divertire grandi e piccini. Ma anche giovani e meno giovani!

 

Camerata Cornello
Musei dei Tasso e della Storia Postale

Il museo è stato fondato nel 1991 ed è suddiviso in quattro sale, divise tra due diversi edifici: contiene molti documenti riguardanti l’attività dei Tasso nella gestione dei servizi postali e della storia postale in genere, tra cui una lettera del 1840 affrancata con il primo francobollo emesso al mondo, il Penny Black. Si tratta diffusamente della famiglia dei Tasso, di cui è stato ricostruito l’albero genealogico, dell’attività postale che li ha resi celebri, delle figure di Bernardo e Torquato, mentre l’ultima sala è destinata alle mostre temporanee. La sosta presenta l’occasione di passeggiare in un bellissimo borgo medioevale, attraversato dall’antica via Mercatorum, che si snoda tra i livelli della frazione, ancorata al Cornello da cui il nome.

 

San Giovanni Bianco
Museo Casa Ceresa

Il pittore Carlo Ceresa, autore di nobili ritratti e di numerose pale di soggetto sacro (16 in 8 delle chiese di San Giovanni), vi nacque nel 1609. La casa è posta nel cuore del centro storico, a poca distanza dal fiume Brembo: il corso d’acqua alimentava i magli delle Fucine Zignoni, i cui proprietari si imparentarono coll’artista. Il recupero architettonico ha destinato al pianterreno una sala studio e di conservazione archivistica, mentre il piano superiore è riservato a sala espositiva. L’edificio custodisce il fondo Salvetti, i cui materiali sono stati utilizzati per la monografia storica su San Giovanni Bianco, e il proposito è quello di raccogliere nel tempo documenti legati agli altri illustri artisti sangiovannesi, tra cui Boselli, Cariani, Gozzi, Milesi, Steffani.

 

Oneta
Museo Casa Arlecchino

Nella frazione di Oneta, invece, abitava quel Ganassa meglio noto come Arlecchino, la maschera per antonomasia di Bergamo, in uno stabile che apparteneva ai nobili Grataroli. Salita una scala in pietra che porta al primo piano dello stabile, le tre sale presentano l’arredo semplice delle case di montagna e affreschi con scene di miti cavallereschi, figure di armati e santi protettori, farciti di decorazioni signorili, disposti lungo le pareti del salone centrale.

 

San Pellegrino Terme
Museo Brembano di Scienze Naturali

Risale alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, nato con solo la raccolta paleontologica, arricchitasi poco più tardi con la sezione entomologica. Dal 1996, nella nuova sede, consta di cinque sezioni: oltre alle due originarie anche zoologia, scienze della terra e botanica. Nella sezione di paleontologia sono riunite le principali testimonianze fossili della valle (da 260 a 199 milioni di anni fa), in quella di entomologia vi è una collezione di lepidotteri costituita da oltre 700 specie diverse catturate da Sedrina e il Passo San Marco, mentre a seguire un diorama che presenta il paesaggio naturale delle Prealpi Orobie, campioni di rocce e pannelli che mostrano la bellezza e varietà della flora prealpina. Una sala multimediale ed una biblioteca completano l’offerta di un sito che dal 2007 fa parte del sistema museale Triassico.it.

 

Zogno
Museo San Lorenzo Martire

Pur non essendo inserito nella rete dei musei diocesani del nostro territorio, il museo d’arte sacra di Zogno consta di una collezione notevole, costituitasi nel 1985 grazie al parroco Gabanelli, che acquistò la casa dell’ex Giudicatura del paese. L’edificio si suddivide in te piani, ognuno con diverse vetrine dedicate ai santi fondatori della chiesa lombarda o ricche di paramenti e oggetti utili per le celebrazioni eucaristiche della chiesa di San Lorenzo. Vi sono anche campane e meccanismi d’orologio e pure un organo del 1686 restaurato di recente e tuttora funzionante.

 

Zogno
Museo della Valle

È forse il più ricco e antico della valle, allestito in un edificio del XVII secolo donato dal fondatore, il dottor Vittorio Polli. Si compone di una sezione archeologica e di una etnografica, che in diverse sale offre uno spaccato della vita rurale della valle: la vita quotidiana, divisa tra cucina e camera da letto, l’attività lavorativa, dall’agricoltura alla casera, dall’artigianalità di ciabattini e tessitori, fino alla vita serale o domenicale in osteria o coi bimbi appresso un burattinaio, in cui condensare anche parte della religiosità popolare.

 

Villa d’Almè
Museo di Scienze Naturali Severo Sini

Si compone di due sale espositive, originatesi dal nucleo donato dal professor Severo Sini, site nel palazzo comunale, con reperti di paleontologia (conchiglie, animali imbalsamati, minerali, lepidotteri) e diversi minerali. La biblioteca vanta 2000 tomi. Vi è poi una carta del territorio bergamasco con evidenziati i minerali provenienti dalle miniere della nostra provincia, attive fino a pochi anni fa.

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